Post.Social.Aperitive
"Liberazione e autodeterminazione di corpi e desideri: una questione transgenere"
Venerdì 9 Marzo
dalle 18.00
@ Cantiere.milano :
dibattito informale / Post.Social.Aperitive con:
Helena Velena
Circolo Maurice
Cpd / Centro Progetti Donne
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Ascolta il dibattito
Ascolta l’audio di Paola del Cantiere sull’iniziativa
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I continui attacchi del vaticano e dei suoi seguaci teodem e teocon. mirano ad imporre in nome di una presunta e costruita normalità un totale controllo dei nostri corpi e della nostra vita.
Nel terzo millennio la senatrice della Margherita Binetti osa ancora definire l’omosessualità devianza, sancendo che esiste un amore lecito e uno illecito, considerando gli omosessuali come ciò che non sono, etero, negandogli di fatto la dignità della loro scelta di vita, affetti, relazioni.
Inoltre i Dico, sanciscono una cittadinanza di serie b, dopo tot di anni di convivenza puoi “accedere” a tot diritti, sembra più un concorso a punti che una legge per rivendicare la pari dignità e gli stessi diritti per tutte le coppie di fatto rispetto al matrimonio.
Il controllo e le discriminazioni esercitate sulla vita, sui diritti di gay, trans, lesbiche si riproduce anche sul corpo della donna con la criminalizzazione di chi sceglie di abortire, tramite l’ intrusione del movimento per la vita, dei medici obiettori, tramite il divieto di somministrazione della pillola abortiva.
Addirittura in anticipo arriva l’amministrazione ciellina della nostra regione che continua con una propaganda che trasforma in leggi dello Stato i dettami di un papa reazionario,il 31 gennaio 2007 è stato approvato all’ unanimità dal consiglio regionale un decreto legge che obbliga la sepoltura dei feti equiparando di conseguenza l’aborto ad un omicidio. L’ 80% dei medici in Lombardia, patria di cl, è antiabortista e addirittura in 9 ospedali è impossibile abortire,inoltre i tagli ai consultori devastano la possibilità di prevenzione, ascolto e aiuto per migliaia di cittadine/i.
Non tolleriamo nessun controllo sulla nostra vita,accaniti a vivere e a sognare. Don’ t touch my body,don’t touch my brain!
E a seguire...
Ore 22.00:
Priscilla Party con Gaetano e Mattia del circolo Maurice
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Il fascino e l’ironia di un universo colorato e scintillante fatto di pailettes, cerone e tacchi a spillo ma anche di provocazione e dignità nel mostrare le proprie scelte sessuali qualunque esse siano. Le drag queen saranno le protagoniste del prossimo week end milanese. Venerdì 9 Marzo il Cantiere ospiterà per la prima volta il “Priscilla Party”, le drag queen, creature meravigliose e affascinanti, animeranno le serate all’insegna della provocazione e dell’eccesso il tutto con un sorriso sulle labbra.
Spesso l’universo delle “regine del travestimento” viene accantonato nel cassetto degli “strani” costumi sessuali ma esso è molto più vicino allo spettacolo che al sesso. Quando l’eccesso del costume e del trucco tendono al carnevalesco o al teatrale sono bene accetti ma quando il travestimento diventa provocazione e orgoglio sessuale esso diviene il bersaglio preferito del perbenismo e del bigottismo. Tra gli invisibili, gli ultimi e i precari della società ci sono anche loro, i gay, le lesbiche e i trans che per le loro scelte sessuali vengono discriminati e a cui non vengono riconosciuti diritti.
A fomentare l’odio e il razzismo sessuale nel nostro paese abbiamo in primis il Vaticano e a seguire una becera cultura razzista e fascista degli esponenti di destra, ma le comunità gay, lesbo e trans non si nascondono e continuano a lottare per veder riconosciuti i propri diritti come dimostrano i Gay Pride. Le identità sessuali non hanno regole o leggi, l’amore non ha confini e i diritti sono per tutti. Le drag queen esprimono proprio questo, non si limitano alla stravaganza e alla trasgressione ma semmai gli spettacoli sono solo un tassello, una voce sulle libere scelte sessuali. Essere una drag queen infatti, mette in secondo piano la persona che esiste sotto alle paillettes, che sia etero, gay, lesbo, trans o bisessuale, per dare vita alla regina della moda, alla donna degli eccessi che con il suo "io posso tutto" causa un po’ di invidia anche nelle donne comuni. Il successo di una "drag queen" si misura nella sua capacita’ di occultare la propria natura sessuale, di creare confusione e di non poter essere etichettata in un preciso genere.
Il Cantiere, spazio liberato dalla discriminazione sessuale è lieto di ospitare nella grigia Milano l’energia e i contenuti di uno spettacolo che unisce tutti: gay, lesbo, etero, bisex e trans all’insegna della diversità di generi e dell’intima e propria scelta sessuale.
L’assemblea/post.social.aperitive è un evento in Cantiere powered by: "Libreria Don Durito" & "Aps YARD" in un clima informale il confronto con gli autori ed ospiti è accompagnato da spritz. cibarie e bevande, condite da proiezioni, suoni, visioni...

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