RASSEGNA STAMPA

da Il Piccolo di Trieste del 12 febbraio 2007

Bandiere anti-parcheggio in via Cellottini

Mobilitazione degli abitanti del rione che non intendono rinunciare al loro «polmone» verde

Venezia Giulia - Lunedì 12 febbraio 2007
Bandiere anti-parcheggio da appendere alle finestre e ai balconi (nei prossimi giorni compariranno anche in centro) e una campagna di sensibilizzazione in tutta la città, anche nelle scuole. Se le protesta civile non dovesse bastare, i lavori verranno bloccati. Alza il tiro la protesta dei residenti in via Cellottini, per la trasformazione di una parte di zona verde in parcheggio per 60 posti auto, a servizio dell’ex albergo impiegati di via Cosulich ora in ristrutturazione. Nel sit-in di ieri sono state distribuite bandiere che hanno come logo un cerchio di divieto con al centro una gigantesca P. La gente intervenuta ha manifestato soprattutto una grande delusione per il comportamento del Comune. Per la testardaggine, cioè, di voler a tutti i costi intaccare uno dei pochi ”polmoni verdi” di Monfalcone a scapito dei ragazzi. Il Comune, dicono, è colpevole di aver ignorato diverse alternative perchè «costano di più che requisire un pezzo di parco giochi». Una delle proposte avanzate dal comitato spontaneo riguarda a esempio l’utilizzo di un’area abbandonata di fronte alla Capitaneria, dove potrebbe essere costruito un parcheggio multipiano, simile a quello realizzato a Panzano da Fincantieri. «Per tre mesi ci hanno preso in giro – dice Claudia Barros – perché ogni volta che abbiamo parlato con gli assessori Schiavo, Konate e Montagnani, hanno sempre ostacolato le nostre proposte. Come risposta hanno preso ancora di più terreno ai ragazzi che giocano». «Una fregatura – spiega Marco Visintin – perché ci portano via una quantità maggiore di verde per costruire tre file di parcheggi. Mi farebbe piacere che uno degli assessori abitasse qui così si renderebbe conto del grave errore che si sta commettendo». «Questo polmone a ridosso del centro – sostiene Mauro Bussani – fa gola a tutti gli interessi forti. E chi amministra questa città non coinvolge i cittadini quando sono in ballo interessi di parte. Il Comune – aggiunge Bussani - è costretto a inseguire i tempi perché se entro il 31 marzo non provvede a 120 posti macchina, perderà il contributo di 7 milioni di euro per l’albergo». Il prato viene utilizzato come parco-giochi, ma anche come campo di calcio e di cricket dai giovani del Bangladesh. «Siamo una trentina a volte di più – dice Kabir Hossain da 3 anni in Italia – che soprattutto nei weekend ci troviamo qui, l’unico campo di Monfalcone per giocare a cricket. Se ci tolgono questo spazio non sapremo dove andare». Daniela Rosolen sottolinea che il parco giochi non è solo utilizzato dal rione. «Piace anche a quelli del centro», dichiara. «Come è possibile – dice Andrea Zamparo – a quattro passi dall’asilo mettere parcheggi che inquinano l’aria». «Sono il nonno di Giulia – dice Fulvio Cogni – e spesso noi cittadini chiediamo cose che il Comune non ci darà mai. Dobbiamo difendere a tutti i costi la nostra area verde». Per Salvatore Puleo dell’associazione Fareverde «la battaglia per l’area verde di via Cellottini non è solo una legittima protesta dei residenti ma il grido d’indignazione per l’ennesimo scempio urbanistico».
Ciro Vitiello
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