COMUNICATI

Speciale a cura della redazione di Radio Kairos e Globalproject Bologna

Chiudere i Cpt se non ora quando?

verso la manifestazione nazionale del 3 marzo a Bologna per dire No ai Cpt

Bologna - Lunedì 12 febbraio 2007

Ai microfoni di Radio Kairos alcune realtà raccontano come sia ancora vivo quel movimento che per anni ha chiesto incessantemente la chiusura dei Centri di Permanenza Temporanea e la fine dello sfruttamento dei migranti, esercitando un dissenso attivo contro queste strutture.
Racconti da diversi territori e diverse soggettività, che si danno appuntamento il 17 Gennaio al TpO per cominciare a costruire il percorso che le porterà insieme il 3 Marzo nelle strade di Bologna.

La riforma della Bossi-Fini è possibile solo se il primo punto è la chiusura dei Centri di Permanenza Temporanea, lager disseminati in tutto il territorio, strumento di violenza e di sfruttamento della forza lavoro migrante.
Questi luoghi rendono possibile la sottomissione del lavoratore migrante al suo datore di lavoro attraverso la minaccia che rappresentano per la vita di ogni straniero, anche regolare.
A Partire da questo Neva Cocchi del TpO ci presenta l’assemblea di Mercoledì 17 Gennaio
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A Rimini la notizia dell’assemblea di Bologna arriva proprio in un momento importante di attività del centro sociale insieme alla comunità senegalese, troppo spesso stigmatizzata per i più svariati motivi, a partire dalla repressione per la vendita ambulante.
meltingpot.org
Ascoltiamo Manila del Laboratorio P.a.Z.


Federica Zambelli del Laboratori sociale Aq16 di Reggio Emilia ci spiega perché il centro sociale ha deciso di partecipare al dibattito del 17 Gennaio e alla manifestazione del 3 Marzo. Dopo un quadro generale del problema racconta l’esperienza della loro città, lo sfruttamento dei giovani moldavi nei cantieri edili, delle assistenti familiari soprattutto ucraine, dei venditori ambulanti senegalesi. Per loro la repressione è all’ordine del giorno: lavoro nero, spesso non pagato, impossibilità di ribellarsi sotto minaccia dell’espulsione. Molti di loro però si rivolgono all’Aq 16 che ha aperto da tempo i suoi spazi nei quali è nato, dalla collaborazione col progetto Melting Pot Europa e con Ya Basta Reggio Emilia, il Caffè Babele
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Dallo smontaggio alla No Border Parade le parole d’ordine a Bologna sono sempre state : chiudere i lager etnici, chiudere via Mattei! Anche in Università se ne parla e il 17 sarà occasione per confronto e apertura di spazi di condivisione di queste lotte.
Ce lo racconta Andrea del collettivo di Lettere e Filosofia C38.
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Anche dalla facoltà di medicina gli studenti parteciperanno all’assemblea di domani sera.
Alessandro ci racconta come la volontà di costruire un’etica professionale della pratica medica porti il collettivo ad affacciarsi con interesse a momenti di contaminazione presenti nella città di Bologna e quindi con curiosità anche alla serata di domani.
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La Sicilia rappresenta una delle porte verso l’Europa per chi riesce a sopravvivere al lungo viaggio. Lampedusa, inoltre, ha anticipato la diversificazione dei Centri e da "permanenza temporanea" è diventato "centro per il primo soccorso e assistenza" mostrando l’ipocrisia che modifica le parole e lascia invariata la sostanza.
Ce lo racconta meglio Salvatore Cavalleri del Laboratorio Zeta di Palermo.
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Andrea Russo dalla Puglia, Attivista della Rete No Cpt racconta come, nonostante il presidente della regione Nichi Vendola, in Puglia la situazione non sia cambiata e mostri invece tutti i limiti e le contraddizioni del nuovo governo.
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Christian di Razzismo Stop da Monfalcone racconta come in questi anni purtroppo abbiamo assistito ad un’accelerazione di pratiche razziste, e come sia difficile poter avere notizie da dentro i Cpt, dove gli occhi della società civile vengono tenuti il più lontano possibile. Ricordando il No Border Camp della scorsa estate anche da Gorizia il 3 marzo viene visto come una grande occasione per ricominciare la mobilitazione contro i Cpt.
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Il fenomeno dell’immigrazione va affrontato con realismo vista l’esclusione dai diritti di tutti gli uomini e le donne che ogni giorno tentano di valicare i muri dell’isolamento e dell’invisibilità. A Bologna in questi ultimi due anni, da una parte la politica non ha voluto riconoscere il disagio, dall’altra si sgomberano le baracche e servono i Cpt per contenere questi sfollati e gestirli. Questo tema si lega al tema delle frontiere e Silvana dell’associazione Ya Basta ci porta in messico seguendo le suggestioni della Otra Campaña, sul tema della frontiera, in particolare quella che separa il messico dagli Stati Uniti.
Muri sensori ronde sorveglianze aeree alle frontiere, poi, mostrano come il controllo diventi un’attività economica allettante per molti.
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Scaricati il Dossier sul Cpt di Bologna


Facciamo un quadro complessivo della serata insieme a Giamarco De Pieri del Tpo.
I movimenti non hanno dimenticato la loro storia di conflitto col potere per la chiusura dei Cpt; il qui ed ora per la chiusura dei nuovi lager è quantomai attuale.
Il 3 marzo sarà il luogo comune delle resistenze, non una ritualità di movimento.
Punto d’inizio comune per costruire radicalità di movimento che porta con se la capacità sempre nuova di leggere il presente. Non è il tempo solo del ricordo dello smontaggio del cpt ma è tempo di rilanciare processi di rottura ed esodo, sottraendosi al meccanismo lotta-repressione-lotta alla repressione, trovando percorsi di lotta sul cuore del problema: il Cpt ancora è in funzione!
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-  Ascolta alcuni degli interventi dell’Assemblea Pubblica del 17 al TpO di Bologna

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