Questa mattina si è svolta l’udienza preliminare del processo che vede imputato il consigliere del quartiere Portello, Pierlorenzo Parrinello, per i fatti del 9 gennaio scorso.
Verso le 7 di mattina, a difesa della ruspa che doveva dar luogo ai carottaggi per la costruzione di un parcheggio interrato in quartiere, l’arrivo delle forze dell’ordine in assetto antisommossa.
Questo parcheggio è previsto infatti nel "contratto di quartiere" a cui gli abitanti si oppongono poichè non tiene minimamente conto delle reale esigenze del rione.
Gli abitanti hanno quindi opposto resistenza passiva per impedire l’ingresso alla ruspa.
La mattinata si è conclusa con l’arresto di Parrinello.
L’udienza preliminare di stamane si è svolta con il rinvio del processo al 20 giugno 2007.
A partire dalle ore 11.00 il Comitato di quartiere Portello aveva dato vita ad un numeroso sit-in di fronte al tribunale patavino.
Il commento all’udienza dell’avvocato Aurora D’Agostino.
[ audio ]
All’udienza di convalida dell’arresto, un ispettore della DIGOS ha affermato di aver subito un’aggressione a pugni e calci da parte del consigliere di quartiere, mentre un intero plotone del reparto celere di Padova circondava la ventina di abitanti che tentavano di bloccare l’accesso alle ruspe dell’ATER. Da questa scaturisce smentita dalle testimonianze video scaturisce l’ipotesi di reato: resistenza e violenza a pubblico ufficiale.
Tutti invece sappiamo come sono andate le cose, qualcuno ha visto, altri hanno partecipato e tutti, comunque, hanno potuto valutare che è stata la Polizia a comportarsi in maniera violenta ben prima dell’arrivo delle ruspe, e che gli abitanti, al contrario, hanno praticato una resistenza pacifica, creativa e determinata sdraiandosi per terra, frapponendo vasi di fiori, gettandosi tra le ruote delle scavatrici.
“Per giustificare tutto quello spiegamento di forze (molti carabinieri e finanzieri venivano addirittura da Mestre) e quello sperpero di denaro pubblico, come minimo dovevano arrestare qualcuno, e chi meglio di Pari, che in quel momento stava pretendendo che venisse mostrato quale mandato permettesse alla Polizia di entrare nel giardino condominiale, mandato che ovviamente non esisteva. Quale migliore mezzo per screditare le persone che si sono battute per il rispetto dei diritti degli abitanti. Senza altra prova che la parola di un poliziotto. Strano che in questo caso la DIGOS non abbia fatto giungere al tribunale le riprese effettuate, di cui è sempre così prodiga, e che siano stati piuttosto i manifestanti a consegnare le proprie. Strano che con un affollamento di forze di polizia del genere quell’ispettore, immobile mentre riceveva pugni e calci (perché gli arrossamenti della cute che si è fatto refertare sono tutti su un lato del corpo), per effettuare questo arresto, abbia atteso l’ordine specifico del suo superiore Pifferi, altro personaggio, già indagato per la vicenda delle cariche che hanno causato la morte di Vittorio Petiti. La battaglia degli abitanti sul contratto di quartiere non è finita e non ci lasceremo intimidire dalle ingiustizie che questo Sindaco ha perpetrato e ha lasciato perpetrare. E’ lunga la lista di chi ha deciso di testimoniare per sbugiardare la tesi della violenza del Comitato."
Questo il comunicato a firma degli abitanti del quartiere Portello di Padova.
[ audio ]
Vai all’appello per una giusta assoluzione