Ieri si è svolta l’ultima udienza della seconda tranche del processo a carico di alcuni attivisti che nell’ottobre del 2002 diedero vita ad un’iniziativa, azione di boicottaggio presso la sede della Croce Rossa di Milano che gestisce fra tanti anche il CPT di Via Corelli. Vista la sentenza di assoluzione per gli imputati della prima parte del processo, altrettanto ci si aspettava questa volta. Invece, nonostante la richiesta di assoluzione del PM e le arringhe degli avvocati della difesa, il giudice ha emesso una sentenza di condanna di mesi 1, per tutti 5 gli attivisti imputati. Potrebbe essere irrilevante, ma a lasciare perplessi sono le motivazioni della condanna: concorso morale in danneggiamento. Proprio così: concorso morale, norma ormai desueta, oltre che sbagliata.
Oggi si è svolta l’ultima udienza di un altro processo, a carico di alcuni attivisti che manifestavano, sempre nell’ottobre del 2002, contro la precarietà, in solidarietà con gli operai dell’Alfa Romeo di Arese. Nel corso dello svolgimento del processo era stato più volte provata l’inesistenza delle presunte aggressioni contestate agli imputati. In questa occasione, infatti, il giudice ha assecondato le richieste di assoluzione espresse dal PM e dalla difesa, assolvendo gli imputati per l’insussistenza dei fatti.