COMUNICATI

Rimini - Per il rilancio degli spazi sociali e di autonomia. Il futuro siamo noi!

Comunicato e foto

Global Project Rimini - Sabato 24 febbraio 2007

Per il rilancio degli spazi sociali e di autonomia. Contro gli episodi di neofascismo e di repressione. Il futuro siamo noi!

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La scorsa notte intorno all’una e mezza circa, lo spazio del Lab. Sociale Paz, è stato oggetto per l’ennesima volta di un attacco fisico . Questa volta, dopo ripetuti lanci di enormi petardi e scritte nazifasciste, sono state lanciate 2 molotov, una sul retro e una vicino al cancello. Sono, inoltre, state portate via anche le bandiere all’ingresso in particolare quelle contro il dal molin ecc...

Crediamo che questi attacchi, di diversa origine e natura, siano alimentati da una propaganda di natura politica contro il Lab. Paz, finalizzata a limitarne lo spazio di libertà, di agibilità politica e autonoma, propri di uno spazio sociale che ha saputo raccogliere e tradurre in percorsi di lotta - al di fuori delle logiche della rappresentanza - le molteplici istanze che il territorio della Provincia di Rimini sta, finalmente, esprimendo.
Dalla lotta contro l’inceneritore e i legami clientelari che lo sostengono (così come per il Trc, la 3 ° corsia ecc), dalla lotta contro la repressione sui cittadini migranti, dalla lotta contro un concetto di SICUREZZA bieca e razzista, dalla lotta sulla questione dell’emergenza abitativa, passando per tutti quei percorsi legati dal paradigma che la guerra globale e permanente racchiude.

Dentro questa spirale che vede agire diversi attori, da un lato, la stampa, che non smette mai di utilizzare la scusa del dovere di cronaca per stigmatizzare questo spazio sociale; dall’altro la politica ufficiale e, di converso, i provvedimenti giudiziari che ci vedono coinvolti. Non ultimi i due decreti penali di condanna - uno per la lotta contro l’utilizzo dell’aeroporto civile di Rimini come base dei marines americani diretti in Iraq e, l’altro, per l’azione informativa del 23 dicembre 2006, nel centro di via della gazzella, volta a smascherare l’utilizzo arbitrario e clientelare di soldi pubblici destinati all’autogestione dentro le logiche spartitorie di uno dei partiti della cosiddetta "sinistra radicale".

Tutti questi episodi segnalano come anche a Rimini, vi sia il tentativo di rilegare le lotte sociale del movimento nell’ambito della ghettizzazione/criminalizzazione, in buona sostanza, di rimandarle esclusivamente a quei dispositivi di ordine pubblico e di sicurezza, ben incarnati nei provvedimenti post fatti di Catania e nella criminalizzazione del movimento precedente al corteo di Vicenza. Ma evidenziano ancora di più come proprio questi dispositivi creino un terreno di coltura per la crescita dei fenomini di intolleranza e repressione rispetto a chi agisce conflitto sociale al di fuori dei diktat politici del centro sinistra.

Seguiranno aggiornamenti.

Lab. Sociale Paz

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