GLOBAL PROJECT ITALIA

Trieste - Le città che vogliamo, Trieste come bene comune

Assemblea cittadina verso la manifestazione nazionale del 3 marzo a Bologna

Venezia Giulia - Lunedì 26 febbraio 2007
Lunedì 26 febbraio presso la Casa delle Culture, via Orlandini 38, Trieste, dalle ore 20.30

In vista della manifestazione nazionale di sabato 3 marzo, a Bologna contro i cpt, indiciamo un’assemblea pubblica per aprire spazi di riflessione sui movimenti che in questi anni hanno praticato la difesa del comune, sul territorio di Trieste.
Pensiamo in particolare alle resistenze all’invasione delle antenne, alle occupazioni delle case sfitte, al popolo delle panchine, all’embrione di movimento contro i rigassificatori, alla riappropriazione della scalinata di S.Antonio dopo la blindatura decisa dal governo della città per ragioni di "decoro".
Pensiamo quindi a tutti quei conflitti che riescono a parlare alla città di una sua nuova "presa in carico" da parte dei cittadini, ovvero non a semplici movimenti di denuncia e dunque di opinione che "segnalano" emergenze e casi di cattiva amministrazione agli enti che dovrebbero rispondere ai bisogni della cittadinanza, ma a quei momenti di rottura in cui i cittadini di Trieste capiscono che solo dalla loro mobilitazione e coinvolgimento diretto può arrivare una soluzione ai problemi che investono, appunto, il territorio del "comune" della città in cui vivono.
Parliamo quindi a tutti coloro che praticano disobbedienza e resistenza, cioè riappropriazione dal basso del bene comune e difesa dello stesso dall’attacco delle lobbies di potere che pretendono l’imposizione di progetti di scippo del territorio, nonchè di sperpero del denaro pubblico per progetti faraonici e ultrainvasivi o comunque nocivi, secondo la legge per la quale i benefici sono del privato e i costi pubblici.
Abbiamo poi visto come nelle nostre città ci siano continui restringimenti degli spazi pubblici, e quindi del comune, anche in senso di promulgazione di leggi e regolamenti che tentano di normalizzare i conflitti sociali rinchiudendoli nelle categorie di degrado, disordine pubblico, e dunque tentando di creare ulteriore emarginazione e alimentando così pulsioni razziste (pensiamo alle panchine, e alle transenne di piazza S.Antonio, come agli sgomberi delle case, per quel che riguarda Trieste).

E’ a partire da questo ragionamento che leghiamo la nostra città e ciò che vi avviene alla situazione bolognese e alla lotta contro i cpt, vedendola non più e non solo come lotta a dei veri e propri lager etnici, ma come lotta per la liberazione dei corpi, dei movimenti, come risposta al tentativo di disciplinare i corpi dei migranti e le loro aspirazioni e pretese di dignità all’interno poi di una città che sotto Cofferati si è trasformata in un cpt a cielo aperto, dove solo bere una birra fuori orario arriva a essere un atto eversivo.


Casa delle Culture
Rete degli spazi sociali della Veneziagiulia
[ Torna su ]
Ricerca per argomento:
Ricerca libera:
Ricerca geografica:

Sito realizzato da HCE web design - Gestione server e servizi di rete globalproject experimental networks

Tutti i materiali presenti sul sito sono distribuiti sotto licenza Creative Commons

» login «