Lunedì 26 febbraio l’H3g, la compagnia telefonica meglio conosciuta come "3", si è vendicata nei confronti dei cittadini che nel 2003 riuscirono a fermarla. Il Tribunale di Trieste ha condannato quattro attivisti che parteciparono ad una manifestazione assieme ai cittadini del quartiere, manifestazione che si inseriva in una serie di iniziative che aveva portato i cittadini a bloccare la costruzione dell’antenna. L’H3g dopo mesi di tentativi rinunciò alla costruzione, da quella mobilitazione in città ne sono seguite altre, molti cittadini capirono che decidere sul proprio futuro e sulle proprie terre è un diritto che nessuna compagnia telefonica poteva rubare o peggio ancora comprare.
Il Tribunale di Trieste ha però inflitto varie pene pecuniarie ed una di reclusione di 6 mesi, pene che hanno il sapore della vendetta e che hanno suscitato una grande rabbia nei cittadini presenti numerosi in aula. Più che per il reato contestato, che sarebbe quello di aver tolto un cartello dalla recinzione del cantiere, la condanna sembra voler intimidire chi in questa città ha aperto percorsi di autogoverno della cosa pubblica, chi ha lottato e vinto contro speculatori pronti ad inquinare tutto in nome del denaro e del profitto.
"Non fanno paura", questa la risposta dei cittadini indignati ed arrabiati per la sentenza, le lotte per la difesa dei beni comuni e per la loro autogestione continuano in città, dall’inceneritore al parco di via Orlandini, dalle case pubbliche alle piazze in città sono molti i comitati ed i gruppi informali che si stanno creando attorno ad un discorso di gestione diversa della cosa pubblica. Un commento di Carlo, della Casa delle Culture. [ ascolta ]
comunicato stampa