Una delegazione dell’Assemblea permanente contro il Mose si trova a Bruxelles per presentare il documento sulle illecità della grande opera Mose alla commissione petizioni del Parlamento Europeo.
La commissione aveva già indicato alcune forti incongruenze sull’iter della grande opera lagunare contestata ampiamente sia da cittadini, associazioni e comitati, sia dall’amministarzione comunale di Venezia il cui sindaco si è esposto in prima persona contro il Mose scontrandosi però con il voto unanime del Consiglio dei Ministri che con un colpo di mano ha dato il via libera ai lavori senza aspettare nemmeno il parere tecnico del comitatone.
Interessati invece gli europarlamentari che hanno sottolineato forti irregolarità nella procedura e nella esecuzione dei lavori del Mose ed in particolare nel fatto - unico esempio al mondo - che il Consorzio Venezia Nuova risulti appaltatore unico per lo stato dei progetti, dei lavori del Mose.
Sotto accusa anche il CORILA (consorzio ricerche lagunari) per collateralità rispetto al Consorzio Venezia Nuova: l’ente preposto alla verifica degli effetti dei cantieri alle bocche di porto e gli impatti sull’attività portuale non sarebbe affatto neutrale sulla grande opera Mose: le accuse arrivano da più parti e mettono a rischio non solo l’immagine del Corila, già ampiamente messa in dubbio dalla Assemblea permanente contro il Mose, ma anche gli ingenti finanziamenti relativi ai compiti di vigilanza che l’ente dovrebbe assicurare.
In Val di Susa intanto continua la resistenza delle comunità locali rispetto alle ultime dichiarazioni del governo. Anche la Tav infatti è stata prevista nelle cosiddette tavole di Prodi: uno dei 12 pounti non negoziabili è proprio quello sulla linea dell’alta velocità: dalla Val di Susa la consapevolezza che non eistono goevrni amici e che il movimento No Tav resiste, come a Vicenza, un minuto di piu.
Alberto Perino, movimento No Tav.

[
audio ]