Dopo l’iniziativa di mercoledì pomeriggio - a sostegno degli spazi sociali - durante la serata gli attivisti del Cso Pedro si sono recati - presso la sala di quartiere in Via Guarnieri - all’Arcella per contestare il "tavolo di partecipazione" dei PAT.
Ai cittadini del quartiere Arcella, nonostante questo progetto sia datato di almeno 10 anni, non è mai stato chiesto nulla. Nessuno si è posto il problema di informare, ascoltare e capire se una simile trasformazione così invasiva è distruttiva, soddisfasse le richieste di riqualificazione dell’area mai ascoltate in questi anni. Oggi, immaginare un crocevia di strade, l’eliminazione di un area verde (il Parco Fantasia) e la conseguente creazione di una fitta rete stradale su cui verrà scaricata gran parte della viabilità cittadini, senza chiedere nulla, appare ben lontano da quel parlare di partecipazione con cui questa giunta si è riempita la bocca in campagna elettorale, dimenticandosi, una volta ottenuti i voti elettorali, delle promesse di cambiamento fatte.
Questa non è riqualificazione, piuttosto cementificazione, distruzione e devastazione, in un quartiere, come l’Arcella, che realmente necessiterebbe di un reale, vero e partecipato progetto di riqualificazione urbana.
Quest’oggi inoltre - all’interno dei quotidiani - l’assessore all’urbanistica del Comune Mariani afferma che, entro un anno, il Cso Pedro "dovrà essere abbattuto per fare spazio ad alloggi ERP che - secondo il disegno urbanistico collegato al nuovo cavalcavia Dalmazia - Sarpi -dovrebbero essere costruiti nei pressi di Via Ticino.
Max Gallob del Cso Pedro: " Vogliamo dire una cosa chiara all’assessore Mariani: guai a chi ci tocca! Non abbiamo nessuna intenzione di spostarci dallo stabile di Via Ticino e faremo - con ogni mezzo necessario - una battaglia politica sociale e culturale perchè il centro sociale Pedro non venga nè abbattuto nè tantomeno sgomberato".
Il servizio di Federica Pennelli.
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I quotidiani locali di venerdì 2 riportano il blitz del Pedro all’Arcella: saltano i tavoli di partecipazione per rilanciare un confrotnto concreto e reale con i cittadini e gli abitanti del quartiere.
Il commento di Duccio Ellero, centro sociale Pedro
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