DICO NO AI CPT.
Anche ora che il governo di centro sinistra pone fine platealmente ad ogni illusione di alternativa anche solo blandamente riformista, mettendo la museruola a sinistra con lo spauracchio delle destre e allineandosi ai veti incrociati di Atlantisti, Vaticanisti e Confindustriali... il movimento può e deve in modo autonomo mantenere aperte alternative future.
Antagonismogay, che assieme al coordinamento Facciamo Breccia ha promosso la manifestazione NO VAT: Autodeterminazione, Laicità, Antifascismo del 10 febbraio 2007 a Roma, che sostiene le lotte territoriali di autodeterminazione e già nel 1999 manifestava contro l’apertura del CPT di Bologna, continua oggi a chiederne la chiusura.
Perché l’autodeterminazione è diritto individuale/collettivo primario e di essa fanno parte:
la scelta del proprio sesso/genere/orientamento sessuale e delle forme di relazione e affetto in cui viverle
il diritto alla fuga dalla miseria e dalle guerre del neoliberismo, la ricerca di condizioni sostenibili di vivibilità per tutte/i
il diritto di sottrarre i propri territori a logiche di morte e a autogovernarli in forme di democrazia partecipativa
l’opposizione a tutti i lager, e in generale ai dispositivi di limitazione del pieno diritto di cittadinanza per tutte le soggettività che già oggi con percorsi di auto-affermazione e scelte di vita autodeterminate sono parte della società
il sostegno pubblico alle/ai richiedenti asilo e a tutte le vittime di violenza e persecuzione, qualunque sia il motivo discriminante
Perché nelle manifestazioni del 3 marzo a Bologna "Chiudere i CPT: se non ora quando" e del 10 marzo a Roma contro il veto sui DICO si gioca il piano comune alle varie soggettività del movimento, aderiamo e invitiamo a partecipare a entrambe le manifestazioni.
Antagonismogay