È durata poco più di un’ora la protesta dei no-global, in particolare militanti del Centro sociale Cantiere e dell’associazione Ya Basta, al Consolato danese. Alcuni giovani sono entrati nell’atrio della sede consolare, ma non sono riusciti a incontrare il console e ad appendere dal suo ufficio uno striscione di solidarietà con il centro sociale ’La casa dei giovani’ di Copenaghen. Altri hanno bloccato via Ludovico Ariosto, scrivendo sul muro del consolato una scritta in favore dei no-global danesi e un’auto della sede è stata colorata con vernice rosa come la Sirenetta della capitale danese. Le forze dell’ordine sono intervenute senza caricare il gruppo di manifestanti che poco dopo se ne sono andati.
A VENEZIA - Una manifestazione parallela si è tenuta a Venezia, dove i manifestanti hanno ottenuto un incontro con il console onorario della Danimarca a Venezia, Pier Vettor Grimani, che si è concluso con la richiesta di invio al governo danese del comunicato stampa redatto per spiegare le ragioni della protesta e chiedere la liberazione dei giovani arrestati in Danimarca durante gli scontri dei giorni scorsi.
DE CORATO - «La protesta inscenata al Consolato danese di Milano è l’ennesima bravata dei nostrani centri sociali. Ma l’aspetto su cui riflettere è che si muovono anche in virtù di presunti atti di solidarietà con altri compagni europei. Questa radicalizzazione internazionalistica del fenomeno mi sembra il lato più preoccupante». È il commento del deputato di An e vice Sindaco di Milano, Riccardo De Corato, alla protesta no global. «Che il centro sociale "il Cantiere" si sia distinto tra i presunti protagonisti - aggiunge De Corato - ribadisce quanto da me denunciato da tempo. Cioè che ci sono nomi che puntualmente rispuntano e che sono ben conosciuti dalle Forze dell’ordine. Alla luce delle insistite coincidenze, non si capisce come questi luoghi possano ancora continuare indisturbati la propria attività»
Vivimilano 06 marzo 2007