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Martedì 6 marzo 2007 18:30 Intervista a Samira - attivista svedese
Sono Samira sto chiamando da Stoccolma dagli uffici di questa nuova organizzazione di studenti chiamata appunto “Precarious Students”,prima ero un’attivista di indymedia , la cosa è sfumata ,ma rimarrò comunque attiva in questo genere di impegno,sono stata anche parte di un’associazione culturale cinematografica e impegnata in lotte sindacali per gli operai svedesi. Qui a Stoccolma abbiamo molti compagni imprigionati e c’è un grosso lavoro che stiamo facendo per portare loro da mangiare,oltre che alle raccolte di fondi per riportarli a casa. Ho personalmente organizzato le mobilitazioni che sabato avranno luogo a Stoccolma ,dal momento che i compagni di Copenhagen hanno chiesto solidarietà. Redigeremo e prepareremo in vari formati mediatici lavori che offriranno un nostro punto di vista su quanto sta avvenendo in Danimarca. Pensiamo che la battaglia per l’Ungdomshuset abbia una forte valenza simbolica perché mostra come le politiche neo liberali e populiste stiano di fatto cercando di isolare gli spazi di socialità,come se solo persone ricche e agiate abbiano il diritto di incontrarsi e parlare di politica e impegnarsi in attività sociali. L’edificio stesso dell’Ungdomshuset è storicamente importante che ha avuto un ruolo storico culturalmente ,è stato il luogo deputato ad ospitare e che spesso a visto nascere i movimenti in Danimarca per tutto il secolo.Quindi buttarlo giù significa di fatto mettere a tacere l’antagonismo,non riconoscere cittadinanza ai movimenti che nascono spontaneamente e dal basso.La brutalità della polizia è stata assurda , usare squadre anti terrorismo per sgomberare quello che alla fine era un centro della gioventù è una cosa inaccettabile e quantomeno strana,non è quello che ti aspetti in un così detto stato democratico.E’ stata d’un sol colpo bruciata la possibilità di creare un dialogo fra i gruppi, non è come hanno riportato i media svedesi , che hanno ridotto anni di lotte equiparando questi movimenti,queste proteste a semplici scorribande e fenomeni da stadio,hooligans. Quando la polizia si cala con degli elicotteri sui tetti e arresta più di seicento persone sciupa ogni possibilità di creare un dialogo..spero per questo che ci sarà un’alta adesione alle manifestazioni di protesta anche in Svezia. Il caffè 44 a Stoccolma è uno spazio del tutto simile all’Ungdomhuset,anche se non ha la stessa storia anche se non è uno spazio ufficialmente occupato rimane comunque un luogo dove la nostra socialità può essere libera e si organizza autonomamente. Cosa succederà allora quando alle politiche neo liberali non piacerà più questo? Cosa faranno? Ci cacceranno da tutti i posti? Non avremmo più nessun posto dove trovarci? Dovremo occupare e combattere per questi che sono diritti. E’ quindi giusto prendere parte a queste proteste e rispondere alle richieste di solidarietà dei compagni danesi anche per difendere i propri diritti ovunque noi siamo e per mostrare fino a che punto siamo disposti a combattere per difenderli. Incontrarsi e organizzare spazi di socialità autonomi è totalmente parte del percorso e della vita democratica di una società che si dichiara tale. Un altro punto cruciale è il fatto che questo tipo di esperienza incrocia giovani che spesso non hanno la disponibilità economica per partecipare ai concerti e alle possibilità di socializzare che la società detta “legale” offre.
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