Ertuğrul Kürkçü, 59 anni, è il coordinatore della rete di comunicazione Bianet (www.bianet.org) con sede a Istanbul e un giornalista politico. E’ stato per 14 anni in carcere, come prigionero politico.
Studente di architettura, è stato l’ultimo presidente di Dev Genç (la federazione delle associazioni giovanili rivoluzionarie della Turchia) quando l’organizzazione è stata repressa violentemente dai militari che conquistarono il potere con il colpo di stato del marzo 1971. E’ stato tra i fondatori del THKP/C (Partito e fronte popolare per la liberazione della Turchia) che lanciò una lunga resistenza contro la giunta militare.
E’ l’unico superstite del massacro del 30 marzo 1972, quando i militari attaccarono il rifugio (nel nord della Turchia) in cui i rivoluzionari tenevano prigionieri tre ufficiali della Nato rapiti. I militari, che volevano liberare gli ostaggi, in realtà uccisero dieci rivoluzionari e gli stessi tre ufficiali Nato.
Il gruppo di rivoluzionari aveva rapito gli ufficiali per chiedere la sospensione della pena di morte comminata a tre militanti della sinistra.
Kürkçü è stato condannato a morte dal tribunale militare, ma la pena è stata commutata in 30 anni di carcere grazie all’amnistia del 1974. Dopo il suo rilascio, nel 1986, ha cominciato a lavorare come editore e giornalista e ha ripreso l’attività politica. E’ stato tra i promotori dei dibattiti sulla "unità a sinistra" del 1989-90.
Nel 1996 è stato tra i fondatori del partito della libertà e solidarietà (ODP) che ha riunito diverse tendenze e tradizioni del movimento comunista e socialista turco.
Nel 2000 ha rassegnato le sue dimissioni per via di una controversia interna al partito riguardante una questione di democrazia. Da allora guida il Movimento socialista del lavoro (SEH), frutto di una scissione e pubblica il mensile Siyasi Gazete (giornale politico).
Guarda la videointervista a Ertuğrul Kürkçü: [ videointervista ]
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