Wang Hui è il direttore dell’importante rivista cinese Dushu.
Dopo la rivolta di Tien An Men, nell’89, è stato inviato in esilio per un anno in una delle regioni più povere della Cina, nella regione montagnosa dello Sha’anxi.
Nel 1990 ha pubblicato il suo primo libro "La rivolta contro la disperazione. Lu Xun e il suo mondo", nel 1993 ha pubblicato una raccolta di saggi dedicata al "Movimento del quattro maggio".
Nel 1997 i suoi Self-Selected Essays hanno avuto un grande impatto sui giovani intellettuali della Repubblica Popolare Cinese. In quel periodo, Wang Hui aveva cominciato a mettere in discussione le opinioni ormai dominanti nell’intellighenzia cinese. I suoi scritti sul tema della ’modernizzazione’ sono apparsi in seguito sotto il titolo Riaccendere il fuoco ghiacciato (1999).
La tagliente critica sociale in essi contenuta ha scosso i fautori del libero mercato, in una Cina che oggi deve misurarsi con un forte malcontento e il fenomeno di una ’Nuova Sinistra’. Nella primavera del 2000 questa espressione ha acquistato importanza, poiché le discussioni in merito a quale direzione scegliere per il paese hanno ormai raggiunto toni sconosciuti in passato.
Wang Hui è stato al centro di questo conflitto, con un saggio in due volumi pubblicato di recente, "La nascita del pensiero cinese moderno".
Manifestoliberi ha pubblicato recentemente il suo libro "Il nuovo ordine cinese".
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