RASSEGNA STAMPA

Il Giornale di Vicenza 07/03/07

Base Usa, FI spacca l’Ulivo

Il comitato “No Dal Molin” fermato dai carabinieri, ma poi entra in Consiglio

Global Project Vicenza - Mercoledì 7 marzo 2007
L’ordine del giorno imbarazza Ds e Margherita

di Elisa Morici

Il consiglio comunale plana sul Dal Molin e si spacca. Una seduta “a rovescio” quella dell’altra sera, con Tolettini (FI) a chiedere sostegno alla decisione del governo Prodi sulla base-bis di Vicenza, Ds e Margherita in silenzio e Verdi al contrattacco appellandosi «non alla politica ma ai valori della democrazia». La proposta di ordine del giorno viene respinta, ma i veri momenti di tensione si vivono fuori da Palazzo Garbin, quando una ventina di manifestanti armati di cartelli e striscioni vengono fermati per l’identificazione.
Alle 18 in punto i rappresentanti del comitato scledense anti-Dal Molin sono già in piazza Statuto. Ma ci sono anche cinque pattuglie di carabinieri, ben più dello spiegamento di forze che si era visto nel fine settimana per la denuncia di Azione sociale contro la violenza ai danni di un giovanissimo per presunti motivi politici. Indignati ma compatti, i manifestanti siedono comunque in sala e attendono il loro turno, levando i cartelli quando Marco Tolettini prende la parola.
Il consigliere di FI sottolinea come «essendo Schio un’amministrazione importante nell’ambito della provincia, non può sottrarsi dall’esprimere un appoggio convinto al Governo di cui è peraltro espressione. E con un cenno ai ragazzi in fondo alla sala - il riferimento è alla scritta “Ds e Margherita: il silenzio dei deficienti”- commenta: «Anche loro sapevano in anticipo come si sarebbe comportata la maggioranza».
Tra gli striscione c’è pure un “Forza Italia o forza guerra?” E scoppia l’applauso quando interviene la Verde Lorena Tagliapietra. «Siamo indignati per il trattamento cui sono stati sottoposti i rappresentati dei comitati scledensi contro il Dal Molin - attacca -, cinque pattuglie per venti persone mi pare davvero eccessivo». E poi la dura riflessione «non sono a rischio gli equilibri politici ma i valori della democrazia. La seconda base è estranea agli accordi Nato ed esistono valide alternative a questo folle progetto, alternative di utilizzazione civile».
Alberto Bressan di An chiede le dimissioni del capogruppo dei Verdi «che della sua posizione prende solo benefici e onori». Enrico Bandolin (FI) opta per l’ironia accusando Ds e Margherita di essere «obbedienti a Roma e disobbedienti a Vicenza», e all’indirizzo dei Verdi «mi aspetto che adesso il loro comportamento sia coerente con i loro convincimenti. Fanno i drammatici sull’impatto ambientale del Dal Molin e poi ignorano tematiche locali di grande importanza come piano-antenne, rifiuti e viabilità».
A nome della maggioranza, risposta secca e concisa di Gabriele Terragin, «i soliti mezzucci della minoranza; ci attaccano su questo perché non hanno basi per farlo su argomenti “scledensi”».
Fuori dal gruppo Antonio Cassuti, lista “Per Schio città d’Europa”, che sposta invece la discussione su tutt’altro piano.
«Qui la vera questione è stabilire quali competenze deve avere un consiglio comunale; credo infatti che interventi di tal tipo siano da evitare in questa sede, perché si tratta di un gioco che non è degno della nostra funzione di consiglieri».
Finisce come da previsione, proposta bocciata e moderata soddisfazione dei manifestanti.
«È importante che la mozione di Forza Italia sia stata respinta - spiegano - ma stiamo all’erta per l’atteggiamento di Ds e Margherita che, a nostro avviso, dovevano contribuire alla discussione».

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