Giù le mani dagli spazi sociali
Comunicato in solidarietà al Centro Sociale Ungdomshuset
Continuano le mobilitazioni a sostegno del Centro Sociale Ungdomshuset sgomberato giovedì 1 marzo all’alba dalle squadre anti-terrorismo. Dopo quattro giorni di scontri nella capitale danese tra attivisti arrivati da tutto il nord Europa e forze dell’ordine, lunedì mattina la Casa della Gioventù è stata rasa al suolo.
Sale a oltre 700 il numero delle persone arrestate e nelle strade continua la repressione della polizia. Controlli più severi alla frontiera danese per impedire che altri attivisti raggiungano la capitale danese.
Lungo le strade sono evidenti i segni della rivolta: rottami di auto incendiate; cassonetti ancora rovesciati; saracinesche danneggiate; muri anneriti dalle molotov e, sull’asfalto, i sassi usati contro la polizia e i lacrimogeni sparati dagli agenti.
Le forze dell’ordine, in assetto antisommossa, stanno ancora presidiando quartieri teatro degli scontri, quello di Noerrebro, dove sorge la Casa della gioventù sgomberata e quello vicino di Christianshavn.
In tutta Europa ed anche in altre parti del mondo ci sono state varie manifestazioni di solidarietà, perchè quando è sotto attacco uno spazio come quello ci sentiamo tutti sotto attacco, perchè Ungdomshuset è patrimonio di tutti coloro che hanno a cuore gli spazi di democrazia, gli spazi sociali che sono il cuore delle città europee dove nasce la cooperazione e la condivisione dei saperi.
Allo stesso modo quindi, siamo qui oggi anche per difendere la nostra casa, la Casa delle Culure di Ponziana che in questi anni ha proposto alla città centinaia di eventi culturali e ha assunto il ruolo di spazio democratico a disposizione della città, all’interno del quale sono nate varie iniziative che parlano il linguaggio della difesa dei beni comuni e di lotte per i diritti.
Il prossimo lunedì verrà portata nuovamente in consiglio comunale la mozione di AN chechiede lo sgombero della struttura, accusando la CdC di aver realizzato un abuso edilizio piantando una panchina in Piazza Venezia, dove l’assessore Bandelli le aveva fatte togliere per non farci sedere più i “barboni che sporcano”. Non c’è limite all’assurdo, viene da dire: il Comune rende inutilizzabile uno spazio....comune...e poi una parte della maggioranza accusa chi ha riparato al torto (subito da tutta la città) di essere fuorilegge...
Per questo diciamo “guai a chi ci tocca”, a Trieste come a Copenhagen, perchè crediamo che l’Europa sia uno spazio dove i movimenti devono essere liberi di crescere, di creare reti di solidarietà e di resistenza all’europa delle banche e degli interessi di pochi che pretendono di sottrarci i nostri beni comuni, le nostre vite.
Libertà per gli arrestati di Copenhagen – Giù le mani dagli spazi sociali – Libertà di movimento
Casa delle Culture – Rete degli Spazi Sociali della Venezia-Giulia