Poco prima della 15:00 gli attivisti occupano una sede del consiglio cittadino di Copenhagen a Gyldenlovsgade.
L’edificio è formalmente di proprietà del Dipartimento delle Imposte, ma ora è sotto il Dipartimento di Cultura.
Gli attivisti sono stati sgomberati dalla polizia dopo un’ora. In 14 sono stati arrestati e trasportati alla stazione di polizia di Bellahoj. Gli attivisti hanno precisato in un comunicato che la loro azione è connessa all’Ungdomshuset di Jagtvej 69.
Uno striscione di 15 metri è stato appeso alla finestra e diceva: "Stanza per le differenze: Ungdomshuset adesso".
Gli attivisti rifiutavano di lasciare l’edificio prima che un altro Ungdomshuset fosse reso possibile. Hanno puntualizzato che la loro era un’azione non violenta.
"L’Ungdomshuset a Jagtvej era una casa ben gestita e di cultura democratica, amata da migliaia di cittadini di Copenhagen. I politici ora hanno venduto questa casa ad una setta cristiana. La nostra casa è stata demolita e non sappiamo più dove fare tutte le attività che eravamo soliti fare a Jagtvej 69". Dice Jeppe dal gruppo in un comunicato stampa "Quando migliaia di giovani di Copenhagen scendono in strada per protestare l’arroganza dei politici nell’ignorare le loro istanze non è certo d’aiuto: un centro autogestito è necessario a Noerrebro" dice più tardi.
"La demolizione di Jagtvej 69 è stata la conseguenza di una mancata assunzione di responsabilità politica e una folle mentalità individualista del consiglio cittadino di Copenhagen che durava da molti anni. La cultura commerciale ed elitaria si è espansa a discapito di quella libera e sperimentale alla quale sono state imposte restrizioni e assoggettata alle leggi della normalità", dice Laura del gruppo.
"Siamo arrabbiati e delusi del fatto che i politici non riconoscano il bisogno di un Centro della Gioventù direttamente controllato da chi ne dispone. Non sappiamo dove trasferire tutte le nostre attività e perciò faremo una festa nelle sedi del consiglio cittadino”, dice Jeppe.