Ma di cosa stiamo parlando? Verrebbe da chiedersi alla notizia questa sì stupefacente, della sospensione del decreto firmato dal ministro della sanità Livia Turco sull’innalzamento a 1 grammo della quantità di cannabis consentita (prima 500 miligrammi). L’altolà proviene dal Tar del Lazio interpellato sul decreto Turco da una comunità terapeutica di Taranto e dall’Associazione di consumatori Codacons.
I giudici stabiliscono in pratica che il ministro non può intervenire sulle soglie stabilite dalle tabelle della commissione scientifica dell’ex ministro Storace. Una vicenda che sfocia a tratti nella farsa e nel paradossale. Per i protagonisti e per la sostanza, poca davvero (in tutti i sensi), in gioco.
Il Tar del Lazio interviene sul decreto della Turco sulla quantità di cannabis oltre cui scattano le sanzioni penali. Non è in discussione l’impianto della Fini-Giovanardi. La decisone del Tar si basa sulla cosiddetta dose media singola in grado di produrre effetti su un fumatore medio. Sulla dose media singola interviene poi un fattore moltiplicatore assolutamente arbitrario e politico di cui la stessa commissione scientifica, quella di Storace, non si assunse all’epoca la responsabilità. L’attuale legge sulle sostanze stupefacenti targata Fini-Giovanardi è stata inserita, o meglio nascosta, all’interno di un provvedimento sulle olimpiadi invernali. Solo i toni di una esilarante farsa potrebbero commentare l’intera vicenda e l’intero iter parlamentare e non prendono anche in considerazione le esternazioni di Amato sul test anti-doping nelle scuole.
Ne abbiamo parlato con Claudio, Crocevia di Alessandria
[ audio ]