GP: Siamo con Pierre degli intermittenti francesi. Dopo la manifestazione di sabato 15 e le cariche della polizia, volevamo sapere qual’e’ la tua valutazione a proposito della giornata di sabato e se ci sono novità sulla negoziazione con il ministro della cultura.
Pierre: No, non c’e’ niente. C’e’ solo una piccola notizia che riguarda un annuncio del ministro della cultura, ma niente di concreto in questo momento com’e’ da un anno a questa parte. Per quanto concerne la repressione poliziesca, noi siamo a Cannes per esprimere il nostro pensiero e le nostre riflessioni e soprattutto il modello che proponiamo. Chiaramente, nel momento in cui ci appropriamo degli spazi e dei luoghi dove diffondere le nostre parole, ci ritroviamo a confrontarci con le forze dell’ordine in questo modo estremamente violento. Tanto più che abbiamo cercato di occupare un cinema che proietta i film del "Mercato del Film", quello che e’ nel fondo di Cannes, i soldi che non si vedono. C’e’ Cannes-vetrina con le pailettes e, dietro tutto questo, il malloppo che circola nell’oscurità. E effettivamente, quando si tocca questo malloppo e la circolazione dei soldi, allora ci si ritrova al confronto con le forze dell’ordine.
GP: La lotta continuerà nei prossimi giorni. Quali sono le azioni e le riunioni proposte dagli intermittenti per questa settimana di lotte?
Pierre: Nella logica di esprimere la nostra parola, siamo qui, al di là delle modalità d’azione: ci saranno un insieme di azioni, dei picchetti di sciopero, dei blocchi, delle riprese in diretta per le televisioni e le radio da oggi fino al 22 maggio.
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