La scorsa settimana si è tenuta presso la commissione ambiente della Provincia di Rimini, un’audizione pubblica con i comitati territoriali che da tempo si battano contro la realizzazione della Metropolitana di Costa denominata TRC.
E’ bene evidenziare che, questo elemento di contrarietà, si esprime non verso un’opera atta alla realizzazione di un vero ed efficace trasporto pubblico, quanto ad un progetto, quello attuale e, oramai, in via di realizzazione (vedi le lettere di esproprio) caratterizzato da alcune evidenti mostruosità legate all’impatto ambientale, alla sicurezza e al rispetto dell’elemento della partecipazione propria di quei cittadini che abitano in questo territorio così come accaduto per la Tav, il Mose a Venezia o la Pav nelle Marche.
Da tempo i comitati territoriali uniti dentro il coordinamento dei comitati - che si riunisce settimanalmente al Laboratorio Sociale Paz - hanno evidenziato quei dispositivi di governo propri delle amministrazioni locali che, non a caso, sono stati definiti come oligarchici, meccanismi animati più da aspetti di "favoreggiamento" e di interesse verso qualche Spa piuttosto che da scelte coraggiose e dettate dagli interessi della collettività e del territorio. A tal proposito l’intervento in commissione di Stefania del Comitato No a questo Trc di Riccione ne evidenzia alcuni passaggi in relazione proprio alla realizzazione di quest’opera inutile e dannosa così come progettata.
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Alcuni elementi che spingono i comitati ad una lotta radicale e diffusa sono determinati dall’ormai annosa questione della viabilità e dello sviluppo delle città costiere, città come Rimini, Riccione e Cattolica che stanno allargando notevolmente la loro espansione verso la zona a monte, dato che oramai, tutte le aree limitrofe alla spiaggia, sono esacerbate da cemento e costruzioni. Inoltre il progetto del Trc oltre ad avere un elevato impatto ambientale, in termini di perdita di spazi verdi ed espropri di areee private, evidenzia alcune carenze rispetto alla sicurezza. L’intervento in Commissione di Walter del Comitato Rimini città unita ne da il senso.
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Inoltre, se da un lato, le città della costa romagnola ed in particolare il suo capoluogo, Rimini, sembrano vivere in una sorta di bolla di sapone dove a farla da padroni sono gli stra-poteri territoriali e tutte le loro articolazioni: politiche, cooperative, turistiche ecc... dall’altro è sempre più crescente la consapevolezza, in ampie fasce della popolazione e soprattutto fra i più adulti, di come questo territorio sia stato stuprato della sua vocazione naturale non solo quella di una terra accogliente e ospitale ma anche paesaggistica. Negli anni ’60, a Rimini c’erano ancora le pinete, oggi solo km di alberghi e costruzioni, a ciò, si vuole aggiungere, un muro di cemento armato alto 10 metri (questa la protezione del Trc), che passerà a pochi metri dalle case. La pazienza, si sa, è un’arma infinita, ma anche il buon senso lo è, e le persone, quelle che hanno faticato e faticano tutt’ora per vivere con un po’ di dignità, ne hanno parecchio. Olimpio, con il suo intervento in commissione, da un assaggio del temperamento che sta caratterizzando questi ultimi mesi decisivi per fermare la realizzazione di questa metropolitana di costa, denominata TRC.
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