Centri sociali
di Stefano Ischia
Lo scorso 9 marzo sindaco e disobbedienti si erano seduti attorno allo stesso tavolo. La trattativa era stata intavolata. Il clima sembrava disteso, quel tanto da sperare in un risultato positivo. Ieri, invece, di prima mattina, lo sgombero del centro sociale autogestito Bruno di Trento. La rabbia degli attivisti è stata spontanea: riunione alle 17 e marcia sul palazzo muncipale. Hanno bloccato il traffico, bruciato alcuni copertoni e si sono portati sotto palazzo Thun, il municipio, versando per terra vernice rosa, per ricordare al sindaco, il diessino Alberto Pacher, «che uno sgombero non elimina un centro sociale, lo sposta solamente». Oggi l’assemblea dei disobbedienti è stata convocata direttamente in città, davanti al municipio. «Prima uscite, poi troviamo una soluzione» era stata nei mesi scorsi la cantilena del primo cittadino. Per due volte gli attivisti avevano lasciato gli spazi occupati (l’ultima ai primi di gennaio), fiduciosi che i patti venissero onorati. Per due volte Pacher li aveva gabbati avanzando un paio di proposte irricevibili, un tendone da allestire su un parcheggio e un altro edificio in area decentrata. E così, il 22 febbraio scorso la palazzina Zuffo era stata rioccupata. Ieri lo sgombero. Malgrado la trattativa in corso. Fatto eseguire dall’autorità giudiziaria su denuncia dei proprietari, cioè del Comune stesso. Dopo quasi sei mesi di vita, dunque, il centro sociale autogestito Bruno di Trento è stato tolto di mezzo. Irruzione di polizia e carabinieri, una sessantina, in tenuta antisommossa. All’interno della sede solo due militanti che non hanno opposto resistenza. Sequestrate attrezzature e molto materiale. Alcuni operai edili hanno murato porte e finestre. Come se un’azione di forza possa mettere la parola fine a un’esperienza pluriennale di impegno sociale, civile e solidale all’interno della comunità trentina. Il csa Bruno dal 2002 (prima con il nome di Tanaliberatutti) ha sfornato quasi 200 concerti, proposto assemblee, teatro, serate culturali e presentazioni di libri. Gli attivisti si sono impegnati per i senzatetto, per gli immigrati, per i lavoratori sfruttati. Il Csa Bruno coinvolge di volta in volta decine o centinaia di persone. E’ uno dei fulcri attorno a cui ruota il mondo giovanile, culturale e associazionistico del capoluogo. Il sindaco al posto della palazzina vorrebbe ricavarci una ventina di parcheggi. Una ventina, sulle centinania già esistenti all’area Zuffo.