Trento, venerdi’ 23 marzo 2007
Anche oggi hanno blindato la città, chiuso gli accessi, spento le voci. Le camionette con a bordo militari e poliziotti in assetto antisommossa sono agli angoli delle strade, pronte ad intervenire per portare ordine, per dialogare con i manganelli come hanno fatto ieri.
Oggi anche la vostra iniziativa è sotto sequestro, accerchiata e "garantita" contro le intrusioni, difesa dalle contaminazioni, isolata dalla città (o barricata all’interno di essa).
E oggi noi siamo qui, non contro di voi, non contro la città: perché anche voi siete la città, come lo siamo noi.
Siamo qui con un messaggio di pace, con la voglia di incontrarvi perché una città non deve essere divisa, non può avere check-point.
Il Centro Sociale Bruno è fatto di democrazia e partecipazione, di dialogo e incontro. Ma in questi giorni ci siamo scontrati con l’ottusità di una Amministrazione che la democrazia, la partecipazione e il dialogo non conosce o non vuole conoscere, che preferisce murare uno spazio sociale, negare luoghi di incontro, delegare alla Questura ciò che dovrebbe fare la politica. Questi fiori sono per voi e attraverso voi vogliono raggiungere tutta la città, anche quella migrante e meticcia, quella precaria e marginale, quella che vorrebbe cambiare, reagire, sognare.
Con affetto, "BRUNO"