SPECIALI

30 marzo 2007, Global Meeting - C.S.O Rivolta, Marghera

Asia: soggetti e conflitti nel vortice dello sviluppo capitalistico

Make Multitude, Make Autonomy, Make Worlds

Venerdì 30 marzo 2007
Di seguito estratti del dibattito, l’audio completo di tutti gli interventi, le fotografie, i video e le presentazioni dei relatori.

Asia: soggetti e conflitti nel vortice dello sviluppo capitalistico
Sandro Mezzadra - 37.8 KbSandro Mezzadra – docente universitario
"Il concetto di Asia nell’epoca contemporanea è stato caratterizzato da un costante paragone con l’occidente.
Dobbiamo tenere in considerazione questa storia contestata a lungo nel concetto di Asia rispetto a quello di occidente.
Siamo guidati dal fatto che anche se ci sarà sempre una pecularità dei conflitti che stiamo analizzando, ci sono anche dei ponti con quello che sta succedendo in Europa, in America latina.
Un altro punto che vorrei sottolineare prima di passare ai discorsi dei nostri oratori ha a che fare con la questione delle nuove geografie del potere che stanno emergendo e controgeografie che stanno emergendo, quelle delle lotte sociali.
Siamo molto interessati a quello che sta accadendo in Cina e in India e ai progetti che si stanno sviluppando in quella parte del mondo. Uno di questi progetti è quello della conferenza della critica a Calcutta."
Mezzadra continua il suo intervento presentando i relatori di questo tavolo.
-  [ audio ]
-  Schegge video dal Global Meeting [ 01 ]

Ranabir Samaddar - 41.3 KbRanabir Samaddar – Docente South Asia Forum for Human Rights, Kathmandu - India
" Tra il mondo metropolitano e quello post coloniale, esistono ancora delle differenze.
Certo, le persone hanno parlato moltissimo della globalizzazione economica ma dovremmo guardare anche a come la politica si sta globalizzando.
Rispetto a questo vorrei parlarvi di quello che è successo a Calcutta a dicembre.
Negli anni ’80 tutte le unità di produzione chimiche e industriali hanno chiuso. Ma poi è arrivata la globalizzazione e tutti i maggiori tipi di industria sono arrivate a Calcutta togliendo le terre a noi abitanti per poi dirci che avremmo avuto una “Silicon Valley” a Calcutta.
Noi non eravamo d’accordo con questo tipo di ragionamento ma il governo ci ha detto che questa era la nostra occasione e che quello era il momento in cui avremmo dovuto decidere ed accettare il Capitale in cambio della terra.
Il governo, dunque, ci chiedeva la terra.
Questo è accaduto in dicembre ed i contadini, in quel momento, avevano cercato di opporre resistenza: molti di loro sono stati uccisi per questo: i contadini non avevano niente a che vedere con questa nomenclatura.
Il 10 gennaio 10.000 contadini – avendo capito che gli investitori potevamo avere qualsiasi vantaggio vendendo la loro terra - hanno chiuso le strade che portavano ai porti ed i sindacati hanno lanciato lo sciopero generale 4 volte in un solo mese.
Ci sono certe forme di rivendicazione che sono proibite ma, gli eventi del 10 gennaio, hanno dimostrato che tutto questo era praticabile: le norme democratiche accettate non avevano più senso.
Il governo – a fronte di queste mobilitazioni - ha mandato 5.000 poliziotti ad intervenire nelle manifestazioni e per questo sono morti più di 30 contadini fra dicembre e gennaio."
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-  Schegge video dal Global Meeting [ 01 ] [ 02 ]

Wang Hui - 38 KbWang Hui – Docente Tsinghua University Pechino - Cina
" Sono molto contento di essere qui, ho imparato molte cose e mi fa piacere condividere con voi l’esperienza cinese.
Vengo da un paese da molto tempo rivoluzionario e oggi ha un’economia di mercato molto sviluppata. Dopo 1989 la grande trasformazione, la caduta del socialismo reale, la Cina è ancora governata da un partito definito comunista.
La Cina ha avuto uno sviluppo economico veloce, ogni anno il prodotto. interno lordo aumenta del 10%.
D’altra parte ogni giorno in Cina ci sono 100 o 200 manifestazioni di protesta.
Siamo di fronte ad una situazione contraddittoria. Gli osservatori esterni ed i cinesi stessi sono stupiti da questa situazione.
Penso che qualsiasi ragionamento sulle lotte sociali e le strategie debbano essere fondate su un’analisi molto attenta di questa situazione.
Quello che vorrei fare è darvi un’idea del dibattito intellettuale che si stà svolgendo tra i militanti politici in Cina negli ultimi anni.
Negli anni ’90 - di fronte agli squilibri sociali - c’è stato uno sviluppo del pensiero critico.
I dibattiti di quegli anni, infatti, sono descritti come uno scontro tra la sinistra ed i neoliberali."
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-  Schegge video dal Global Meeting [ 01 ] [ 02 ]

Brett Neilson - 35.8 KbBrett Neilson - Professore di Scienze Umane all’University of Technology di Sidney - Australia
"Ci sono relazioni fra Asia, Cina, Africa,Usa ed altri continenti ma ripensare all’Asia vuol dire ripensare all’Europa. Guardare all’Asia per guardare ad un’altra prospettiva, ad un altro sistema di governance.
E’ iniziato un nuovo ciclo di lotte, lo sconfitto sistema americano e un nuovo sistema multilaterale: la guerra unilaterale dell’Australia e delle isole del pacifico sono guerre attuali ma poco discusse e queste lotte vengono ridisegnate all’interno della situazione globale.
Da un punto di vista l’Australia ha praticato una politica verso l’Asia molto ansiosa, protettiva fin dall’inizio del ventesimo secolo alla partecipazione alla guerra in Vietnam, fino al 72 con il riconoscimento diplomatico con la Cina.
E’ stato introdotta una politica spinta dal desiderio di essere introdotta dentro il miracolo economico: il desiderio di far parte dello sviluppo capitalistico e la respinta – invece - dall’Asia."
-  [ audio ]

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