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GlobalMeeting 1° aprile - Assemblea

Domenica 1 aprile 2007 15:04 Un nuovo patto contro la guerra: percorsi di movimento tra guerra multilaterale e nuovi conflitti per la democrazia

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Make multitude, make autonomy, make worlds
Hacer multitud, construir autonomia, crear mundos

Venezia 30, 31 marzo e 1° aprile
Centro Sociale Rivolta - Piazzale Carlo Giuliani - Marghera

A cura di Global Project in collaborazione con Associazione Ya Basta e Uninomade

Tre giorni di incontro e approfondimento per costruire collettivamente conoscenza, pensiero, progetti contro e oltre l’Impero.

Dalle ore 14.00
Assemblea - Un nuovo patto contro la guerra: percorsi di movimento tra guerra multilaterale e nuovi conflitti per la democrazia.

Luca Casarini - 48 KbCoordina Luca Casarini - Centri Sociali del Nord Est
"Questo incontro affronta il tema della guerra e dei movimenti contro la guerra.
Chiudiamo così questo meeting, o meglio chiudiamo per aprire, perchè il messaggio che esce da qui sia per continuare la battaglia contro la guerra globale permanente.
Il senso della presenza di questi compagni che interverranno non vuole rappresentare qualcosa o qualcuno. Né vogliamo rappresentare nessuna ipotesi di sintesi.
Abbiamo un compito importante, quello di rilanciare con forza dal basso la battaglia contro la guerra globale permanente anche quando assume delle fattezze nuove. Abbiamo discusso in questi giorni del passaggio dall’unilateralismo americano al multilateralismo. La guerra globale permanente è esercizio di comando, costruzione di società imposte che ha nell’occupazione militare e nelle tragedie irachene e afghane un elemento simbolico ma che non esaurisce lì la sua funzione. La guerra non è più la guerra fra stati ma un esercito di polizia globale.
Il pensiero unilaterale è stato sconfitto perchè non ce l’hanno fatta ad imporci il silenzio, né in Irak ma neanche nelle nostre piccole e grandi città."
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Gino Strada - 34.1 KbCollegamento telefonico con Gino Strada - "Emergency"
"[…]Quello che preoccupa è quando ci si abitua alla guerra. Oramai si sceglie la guerra come risoluzione di tutti i mali. Siamo di fronte ad una crescente militarizzazione. Basta aprire i giornali e sono pieni di articoli deliranti sugli aerei, gli elicotteri, le armi sempre più aggressive – che vengono poi spacciate per armi di difesa dei militari perché l’unica cosa che conta è portare a casa viva la pelle dei militari – e questo è molto preoccupante perché stiamo andando a piccoli passi verso la barbarie e io non vedo nessun argine da parte della politica.
Non sono un appassionato dei dibattiti della politica italiana perché, a mio modo di vedere, la casta politica italiana - da Bertinotti a Pino Rauti - ha un comune denominatore: il servilismo verso gli Stati Uniti.
Su questa cosa non c’è discussione.
Sono d’accordo tutti.
[ …]Siamo sicuramente un’anomalia. Anche Rammatullah èun anomalia. Adesso si trova nelle mani dei servizi segreti del governo ma già nel 2001 fu arrestato dai Talebani. Io credo che la netraulità e l’indipendenza siano delle condizioni fondamentali per poter lavorare efficacemente e sono anche quelle condizioni che poi creano credibilità.
Noi non prendiamo parte per chi ha deciso di utilizzare la violenza. Anzi, cerchiamo di lanciare messaggio diversi e questa cosa disturba, disturba molto, così come disturba che un organizzazione umanitaria riesca a favorire e a condurre – con un successo parziale – la liberazione del giornalista di “Repubblica” Daniele Mastrogiacomo. Il fatto, dunque, che un’organizzazione umanitaria riesca in un’operazione del genere – cosa che non sarebbe stata possibile per la politica – questa cosa disturba".
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Partecipano:
Francesco Pavin - 48 KbFrancesco Pavin - Presidio Permanente No dal Molin
"Molti editoriali degli ultimi mesi hanno sottolineato come il movimento di Vicenza sia un movimento antipolitico perché ha sottolineato con forza che la rappresentanza sia dei consigli comunali che a livello centrale non è neanche piu’ in grado di esprimere una mediazione.
Nei dibattiti di questi giorni ritornano molte parole, parole come guerra, democrazia, ribellione. Vicenza è un avamposto dell’impero,è una città guarnigione non solo rispetto alla presenza delle servitu’ militari.
La guerra è a Vicenza in un territorio a 50 km da qua."
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Giorgio Cremaschi - 53.9 KbGiorgio Cremaschi - FIOM
"Siamo di fronte a una crisi totale della rappresentanza, anzi siamo ad un’autonomia dei rappresentanti rispetto ai rappresentati.
I processi in corso della politica hanno tutti lo stesso segno, c’è una marcia verso l’alto, il distacco della rappresentanza, e una marcia verso il centro, che dice no alla guerra di Bush ma sì alla guerra dell’Onu, no alle politiche sfacciate sull’economia di Berlusconi, ma sì a quelle Buone di Padoa Schioppa.
A me interessa il fatto che il 98,98% del Parlamento sia a favore dell’intervento in Afghanistan. Questo Parlamento così non rappresenta il paese.
Lo spauracchio del ritorno di Berlusconi crea il blocco totale della politica italiana."
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Fabio Corazzina - 45.1 KbFabio Corazzina - Coordinamento Nazionale Pax Christi
"Il movimento per la pace, o contro la guerra, ha la sindrome della paura. Abbiamo paura, di perdere, di essere minoranza, di non avere potere politico Non spetta a noi sostenere questo governo. Non è l’obiettivo, né lo stile del movimento per la pace preoccuparsi di sostenere un governo.
I famosi 12 punti di Prodi sono stati una svolta paurosa dal punto di vista del nostro cammino.
E’ stata una svolta pericolosa perché su alcune questioni si è detto “non si discute piu’."
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Lele Rizzo - 54.4 KbLele Rizzo - No Tav
"Stavo sentendo i primi interventi e mi venivano in mente un po’ di cose. Non ricostruisco la storia del No Tav perché non credo che ce ne sia bisogno.
Un paio di elementi sono importantissimi. Sul discorso della rappresentanza da parte nostra il dato di fatto che è uscito dal movimento No Tav è stata per certi versi una novità: quella di essere prima movimento, fare le lotte, e poi andare a ragionare sulla rappresentanza.
Dopo il dodecalogo di Prodi dove la Torino_Lione sta al terzo punto, la sera stessa dai presidi permanenti, che sono tre, sono state tolte tutte le bandiere dei partiti che erano venuti in valle a fare la loro campagna elettorale e che la gente aveva appoggiato".
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Tommaso Cacciari - 50.8 KbTommaso Cacciari - Assemblea No Mose
"Come si è discusso in questi giorni la guerra non è solo un elemento lontano, estraneo, è ormai un’azione complessa dispiegata in ogni luogo e momento della nostra vita e si manifesta anche come elemento di scippo, di rapina delle risorse nei nostri territori.
Il Mose, questo meccanismo di dighe mobili faraoniche che hanno la pretesa di fermare il mare dall’entrare in laguna, non è solo una battaglia ambientale, non è solo inutile, consacra un territorio in maniera irreversibile a un modello di sviluppo."
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Carlo Visintini - 48.9 KbCarlo Visintini - Casa delle culture di Trieste
"Ieri si è svolta in Friuli un’assemblea in cui si sono riuniti i comitati No Tav del Friuli, i comitati contro i rigassificatori a Trieste, e altri comitati che partono dalla difesa del territorio e parlano di difesa dei beni comuni.
Questi comitati si sono riuniti in un patto di solidarietà che assume lo stesso significato del patto di mutuo soccorso a livello nazionale.
Abbiamo lanciato subito una mobilitazione per il 12 maggio a Trieste, perché sarà il giorno conclusivo del G8 Sviluppo sostenibile, una costola del G8 che si svolgerà in Germania."
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Pier Paolo Leonardi - 52 KbPierpaolo Leonardi - RdB-CUB
"Io credo che il movimento dei lavoratori abbia avuto una funzione straordinaria storicamente contro la guerra, tranne forse negli ultimi 15, in cui tranne alcune avanguardie (sindacalismo di base, pezzi della Fiom), hanno riscoperto la funzione generale del movimento dei lavoratori contro la guerra.
Questa non è una cosa scontata, viene direttamente dalla consapevolezza di quanto i meccanismi di guerra attaccano profondamente i diritti dei lavoratori.
Indiremo di nuovo lo sciopero generale il giorno in cui arriveranno le ruspe a Vicenza”.
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Luca Casarini introduce l’intervento di Salvatore Cannavò - Deputato
"Ci sembrava interessante invitare quei senatori e deputati che hanno votato contro la guerra o che non hanno votato a favore, che sono stati insubordinati rispetto alle indicazioni dei partiti. Credo che siano delle anomalie e per questo sono interessanti per noi.."

Salvatore Cannavò - 50.6 KbSalvatore Cannavò - Deputato
“A me questa definizione di “anomalia” piace, mi ci trovo molto bene per diverse ragioni.
Quelle che ha spiegato Luca e che mi permettono di replicare a tutti quelli che hanno detto “ma tu non ti puoi arrogare il diritto di rappresentare il movimento pacifista” e infatti non me lo sono mai arrogato.
Anomalia mi sta molto bene anche perché quando il 99% del Parlamento vota a favore della guerra e al Senato 1 e alla Camera 2 votano contro, è evidente che c’è un impazzimento complessivo."
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Gianfranco Bettin - 65.2 KbGianfranco Bettin - Consigliere regionale
"Il rifiuto di questa guerra oggi chiude un cerchio che si è aperto da secoli. La guerra globale permanente nel corto circuito con la guerra umanitaria in Afghanistan, rivela il trucco che c’era sotto della lunga pace che noi abbiamo vissuto. In realtà era l’angolo protetto della guerra fredda e spiega come la guerra modelli da sempre la costruzione delle società. Il Dal Molin è un’eredità della guerra fredda e viene portato in dote al nuovo ciclo delle guerre..”
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Paolo Cacciari - 55.4 KbPaolo Cacciari - Deputato
"Vorrei includere nel campo delle vostre riflessioni anche due altri punti di vista.
Il mio no alle missioni armate dell’Italia nel mondo deriva da un particolare punto di vista che è pacifista e non violento. Io sono partito da questa considerazione, io penso che vi siano questioni, alcune questioni come appunto la pace e la guerra, ma potrebbe essere la tortura e la pena di morte, che devono uscire dal repertorio ordinario delle decisioni politiche. Dei valori insomma e dei beni che sono indisponibili alla mediazione, al dibattito politico. Quando io ho chiesto che su questa vicenda, decidere di mandare qualcuno ad ammazzare o a farsi ammazzare, ci fosse una decisione libera, ho chiesto che ci fosse libertà di scelta per ogni singolo parlamentare”.
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Oreste Strano - 51.7 KbOreste Strano - Comitato Salva Novara
"Noi ci troviamo a combattere una battaglia difficilissima in un territorio di guerra a bassa intensità. Un aeroporto declassato tende a costituire un elemento di attrazione che non è più solo territoriale ma diventa di interesse nazionale perché gli F35 che verranno assemblati in Italia saranno collaudati nell’aeroporto di Cameri…"
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Bruno Palladini - 63.1 KbBruno Palladini - Movimento Antagonista Toscano
“In questi 3 giorni chi è venuto da fuori di questo paese ci ha raccontato bene quali sono gli effetti che i governi di centro-sinistra hanno sulle politiche. C’è continuità in Italia come in America. Il governo Prodi non ha nulla di diverso dal precedente..."
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Antonio Musella - 44 KbAntonio Musella - Laboratorio Insurgencia - Napoli
“Il primo elemento principale sul quale mi soffermerei è quello dell’autonomia e che cosa ha significato per il movimento, soprattutto nelle grandi metropoli, difendere l’autonomia. Per noi è stato rendere il movimento irriducibile a qualsiasi logica di compatibilità e di coptazione.
Oggi e lo dico con gioia noi abbiamo sviluppato gli anticorpi necessari per difendere la nostra autonomia, l’autonomia di tutti noi”.
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Sergio Carraro - 55.1 KbSergio Carraro - Rete Disarmiamoli
“Spesso la realtà ci complica le volte, a volte ce le semplifica.
Oggi noi vediamo la guerra che attraverso la politica punta agli stessi obiettivi della guerra.: la destabilizzazione, la divisione, i controllo dei territori, il controllo della forza lavoro nei paesi occupati”.
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Paolo Cognini - 49.8 KbPaolo Cognini – Comunità Resistenti delle Marche
“Tornando al tema della discussione quindi un tema che metteva in relazione il problema del patto con il problema della guerra, con i conflitti per la democrazia, mi sembra che un po’ da tutti gli interventi emerga un elemento di prospettiva da un lato e di problematicità dall’altro”.
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Ultimo intervento di Luca Casarini
"Ringrazio tutti quanti perché siamo riusciti a costruire un inizio di discussione, il più amplio che abbiamo potuto e il più aperto possibile. Di certo c’è il fatto che tutti noi siamo animati, e molti altri oltre a noi, dall’essere in movimento contro la guerra. C’è un diritto di resistenza globale che si sta esprimendo in mille forme ed è quello che rende possibile l’apertura di spazi concreti, di autonomia come esodo, come costruzione, non solo come resistenza.
Non c’è una data da lanciare perché questo significherebbe che questa apertura di discussione nega sé stessa, dobbiamo rimpossessarci di un meccanismo adeguato a questa fase della guerra che abbia i propri tempi. […] Credo che per concludere sia il caso di dire che tutti noi che lottiamo per un sogno, per un desiderio, non siamo soli.
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Sabato 31 marzo 2007 15:00 GlobalMeeting, 31 marzo 2007. Audio e testi multilingue, foto e video

Di seguito i link ai tre tavoli di lavoro su cui abbiamo pubblicato gli interventi audio dei relatori in inglese, italiano e spagnolo, le fotografie [ 01 ], i video di questa giornata. USA: lotte sociali nella crisi dell’egemonia neo-con [ eng ] - [ esp ] Medio  (...)

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