Riportiamo, tradotto, una interessante intervista fatta dal Jornal Sem Terra a due coordinatori nazionali del Movimento dos Trabalhadores Rurais Sem-Terra (MST), Josè Batista e Gilvania Ferreira da Silva, che è stata ospite del Global Meeting di Marghera (VE), invitata dall’Associazione Ya Basta!, una delle promotrici dell’evento.
Gilvania Ferreira da Silva, membro della Coordinazione Nazionale del MST per lo Stato del Maranhao, è nata in una comunità rurale in Paraiba. Ha partecipato alla prima occupazione nello stato, nel 1989. E’ laureata in Pedagogia. Opera nel Maranhao dal 1992. Ha fatto parte del settore di formazione e di educazione.
Josè Batista, membro della Coordinazione Nazionale del MST per lo Stato di San Paolo, è nato a Itapeva (San Paolo). La sua famiglia ha contribuito alla nascita del MST nella regione. A partire dal 1996 cominciò la sua militanza.
dal sito www.mst.org.br - Jornal Sem Terra traduzione a cura di YaBasta! Reggio Emilia
LE PROSPETTIVE E LE AZIONI DEL MST PER IL 2007
Secondo la coordinazione del Movimento, la sfida è costruire l’unità tra le organizzazioni sociali del paese.
Marce, mobilitazioni, occupazioni di terra. Queste sono alcune delle azioni che il MST continuerà a realizzare durante questo anno, appena cominciato. L’obiettivo è fare pressione al governo federale per prendere misure concrete per risolvere il problema della concentrazione latifondiaria in Brasile. Una di queste misure è l’aggiornamento degli indici di produttività, antico impegno del governo con le organizzazioni campesine. (Gli indici di produttività, sono parametri numerici di riferimento su cui si basa l’Incra (organo istituzionale per la Riforma Agraria) per stabilire se una terra è produttiva - coltivata - o improduttiva - in stato di abbandono - e , di conseguenza sono anche i parametri che stabiliscono se una terra può essere espropriata e consegnata ai senza terra, oppure no. (legge costituzionale))
Questa è l’analisi fatta da Josè Batista e Gilvania Ferreira da Silva, membri della coordinazione nazionale del Movimento, rispettivamente per lo Stato di San Paolo e Maranhao. Nell’intervista al Jornal Sem -Terra, i due coordinatori parlano anche della relazione tra MST e governo Lula, della necessità della costruzione di una unità tra tutti i movimenti per potenziare la lotta sociale e anche delle aspettative del Movimento in vista de V Congresso Nazionale. La compagna Gilvania, che opera in terra maranhense, riporta anche la situazione della lotta alle grandi imprese e all’agrobuisness nella sua regione.
Jornal Sem Terra - Gran parte delle aree espropriate per la creazione di insediamenti era terra pubblica. Questo non riguarda il problema della concentrazione della terra in Brasile. come giudica questo fatto l’MST?
Josè Batista - Negli ultimi tempi le nostre proposte in relazione alla Riforma Agraria sono state concrete, come si è visto con l’elaborazione del Piano Nazionale di Riforma Agraria. Con la Marcia Nazionale abbiamo anche proposto misure effettive per dare impulso alle espropriazioni, lavorando sulla messa in vigore di meccanismi che la costituzione prevede. Noi non vediamo problemi nel destinare terre pubbliche per la Riforma Agraria. Tuttavia, la politica della democratizzazione fondiaria non si può riassumere in questo. Vogliamo anche che sia fatta in quelle regioni che hanno contraddizioni, terre improduttive, come il caso del sud-est e del sud del paese. Per questo proponiamo l’attualizzazione degli indici di improduttività, cosa che il governo non ha ancora il coraggio di fare. Diventa urgente correggere questi numeri, che sono di più di 30 anni fa, anche per aumentare le forze produttive del Brasile.
JST - Ma fino ad oggi il governo non ha mantenuto quello che ha promesso sugli indici.
Josè Batista - Continueremo a fare pressioni al governo perchè ci sia un impegno politico con la Riforma Agraria. Uno di questi impegni è rivedere gli indici di produttività, rinforzare e adeguare l’Incra con gli strumenti che diano risposte in favore dell’aumento del numero delle famiglie insediate. Ma non è solo questo: si deve anche avere accesso alle politiche pubbliche.
…. La revisione degli indici è una azione obbligata per una politica di Riforma Agraria. Un governo che la pensi come politica di sviluppo, che genera reddito, che aumenta i posti di lavoro e cerca di risolvere i profondi problemi sociali brasiliani deve muoversi in questa direzione. Una delle nostre bandiere sarà quella di far pressione sul potere pubblico attraverso le nostre azione, e dimostrare chiaramente dal punto di vista politico, l’intenzione di risolvere il problema della concentrazione della terra. Non abbiamo altre alternative.
JST - Come deve agire il Movimento per far sì che la Riforma Agraria diventi realmente una priorità per il governo federale?
Gilvania Ferreira da Silva - Soltanto attraverso le occupazioni di terre e edifici pubblici, marce e mobilitazioni riusciremo a trasformare questa situazione e cambiare il gioco di forze. Esiste una burocrazia molto grande, all’Incra e al Ministero dello Sviluppo Agricolo. Ma il più grosso ostacolo che incontriamo e con il Potere Giuridici, che in molti casi nasconde o rafforza le azioni dei fazendeiros (latifondisti) contro le famiglie Sem-Terra. Questo ha come conseguenza che l’Incra non ha la forza per risolvere le contese riguardanti le aree che, in molti casi, sono già state visionate prima dell’occupazione. Attualmente l’ambito giuridico e un grande alleato dei fazendeiros, ……… e dell’agrobusiness.
JST - L’elite finanziaria e latifondista si è rafforzata al Congresso nelle ultime elezioni. Come sarà la posizione del Movimento di fronte a questa realtà?
José Batista - Per l’MST è diventata più evidente una sfida che già era presente. Il capitale finanziario internazionale, il latifondo e le multinazionali sostengono una politica ideologica che si materializza con l’agrobusiness, frutto di un processo di rafforzamento del neoliberismo negli otto anni di governo di Fernando Henrique Cardoso. (1994-2002). Questi settori sono stati incentivati e finanziato dallo Stato, attraverso organi come il BNDES (Banca Nazionale dello Sviluppo Economico e Sociale). In queste elezioni questa situazione è diventata ancora più concreta. Imprese come Aracruz, Gerdau e Monsanto, finanziano i politici nelle loro campagne elettorali. Questo mostra la necessità di fare opposizione a questa logica di capitale nell’agricoltura. Dobbiamo avanzare su questo punto in particolare con la Via Campesina. Questo deve essere fatto non isolatamente, ma assieme a tutta la società civile. Dobbiamo intensificare la lotta contro questo modello che si materializza nell’agrobusiness ma che si manifesta in vari settori del paese. Un esempio è la monocultura di canna. Le multinazionali stanno comprando coltivazioni al triplo del prezzo che valgono perché questo è un settore in espansione.; lo stesso sta accadendo con l’eucalipto. Riteniamo che il rafforzamento di questi settori al parlamento è un segnale della loro strategia.
JST - La compagna lavora nel Maranhao. Come procede l’espansione dell’agrobusiness in questa regione?
Gilvania Ferreira - Abbiamo realizzato diverse occupazioni nelle aree dell’impresa Ferro Gusa Carajas, l’antico progetto Celmar, una compagnia di coltivazione di eucalipto Loro vogliono costruire una fabbrica di carta e cellulosa con la promessa di generare 5mila posti di lavoro diretti e 15mila indiretti. Ma questo è una grande bugia, usata per conquistare alleati al progetto. La Ferro Gusa Carajas possiede nelle sue mani più di 120mila ettari di terra, escluse le imprese che integrano complessivamente la Compagnia Vale do Rio Doce. Queste imprese si dividono in molte altre, più piccole e con altri nomi, che comprando i latifondi che circondano gli insediamenti e ricevono finanziamenti pubblici, come è il caso della fabbrica siderurgica che è situata nella città di Açailandia che ricevette, dalla Banca del Nordest, un incentivo di 8milioni di reais (circa 3 milioni di euro). Questa fabbrica ha disboscato un’area che aveva alberi di aroeira, ipé,.. per piantare eucalipto e continua a ricevere soldi dal governo per fare questo.
JST - Come opera la CVRD (Companhia Vale do Rio Doce) nella regione?
Gilvania Ferreira - La CRVD ha 14 industrie siderurgiche che aggravano la situazione: inquinamento dell’aria, dei fiumi, problemi di salute nella popolazione. Una serie di questioni in cui il potere pubblico non si invischia. Nell’insediamento California, la comunità ha denunciato al Procuratore Pubblico del comune che esiste una grande area di coltivazione di eucalipto con carbonai dentro una fazenda, vicina all’insediamento. Di notte le famiglie non possono dormire a causa del fumo che viene di là. La popolazione si è riunita, ha denunciato, ma fino ad oggi nessuna misura è stata presa. Molti insediamenti sono circondati dalle piantagioni di eucalipto. Altro punto preoccupante e la questione della centrale idroelettrica che sarà costruita nella città di Estreito e che inonderà un grande appezzamento di terra. Questo è sempre un progetto della CVRD e della Camargo Correa. L’operazione allagherà diverse città, nel Maranhao, nel Tocantins, che diventeranno delle serbatoi d’acqua. Questi progetti vengono presentati come simbolo del progresso, ma causano grandi problemi per l’ambiente e per le popolazioni locali. Per non parlare poi dell’estrazione del carbone dove viene utilizzato il lavoro infantile, schiavo, delle donne che hanno la loro fertilità pregiudicata. Sono questioni che devono essere discusse dal Ministero dell’Ambiente, dalle organizzazioni dei Diritti Umani, dal Ministero Pubblico e quello dello Sviluppo Agrario.
JST – Quale sarà il tono della relazione dei movimenti sociali con il governo Lula?
Josè Batista – Nelle ultime elezioni i movimenti sociali si sono unificati per combattere la destra e le sue politiche. Ma non abbiamo fatto alcun accordo con il governo Lula. Lo scopo delle organizzazioni è quello di continuare lottando e incentivando il resto della società a unirsi per le lotte comuni. Protestare contro la riforma del lavoro, resistere ai tentativi di ostacolare le nostre lotte e non retrocedere sui nostri diritti, sono questioni che unificano tutta la classe lavoratrice. La nostra lotta è indipendente dal governo. Non è contro di lui, ma contro questo modello che si sta installando. L’avanzamento dell’elite finanziaria e ruralista non è avvenuto solo nel parlamento, ma anche nel senato e negli stati. C’è un tentativo della destra di egemonizzare il suo modello neoliberista, facendo sì che le politiche pubbliche siano al servizio dei loro privilegi. La grande sfida delle organizzazioni sociali è uscire dal corporativismo e lottare per questioni maggiori. Questo è lo sforzo che stiamo facendo tramite la partecipazione alla Coordinazione dei Movimenti Sociali, con la costruzione dell’Assemblea Popolare e con il lavoro con i giovani della città. E’ necessario dare segnali chiari per la società della nostra posizione e proporre una riforma profonda e strutturale.
JST – Quest’anno è caratterizzato dalla realizzazione del V Congresso Nazionale del MST. Quali sono le aspettative per questo grande evento?
Josè Batista – Questo congresso è la sintesi della costruzione di tutto l’MST nell’ultimo periodo. All’evento saranno riuniti tutti i militanti che hanno aiutato a costruire il movimento in questi ultimi anni. Persone che hanno avuto la possibilità di formarsi e qualificarsi, lavoro che è stato la priorità in questo momento. Il Congresso sarà un momento per fare il bilancio del lavoro portato avanti, nell’educazione, formazione, formazione politica all’interno dei nostri insediamenti. Sarà anche un momento per ridiscutere la nostra posizione, le nostre alleanze, e l’esperienza del Governo Lula e, principalmente, per progettare il rafforzamento dell’organizzazione del Movimento, preparando i militanti per il progetto in cui crediamo. Abbiamo delle alte aspettative positive per il Congresso perché sarà anche un momento di apertura alla società, di annuncio pubblico delle nostre proposte che vogliamo costruire. Il congresso è una sintesi, perché in questo periodo antecedente già stiamo discutendo e lavorando. Il cOngresso è anche uno spazio di lotta e di dimostrazione della nostra capacità di organizzazione.
Gilvania Ferriera – L’organizzazione del lavoro per il V Congresso Nazionale è cominciata dall’anno scorso. Stiamo già discutendo il programma agrario, le nostre linee politiche, leggi, la congiuntura attuale e come organizzeremo la lotta per il prossimo periodo. Tutto questo per raggiungere l’obiettivo di organizzare più persone, coscientizzare e per poter fare un salto di qualità nella lotta di classe. Bisogna riunire più soggetti sociali e alleati per la costruzione del progetto popolare e per la Riforma Agraria. Durante l’evento, che vedrà la partecipazione di 15.000 delegati, faremo la sintesi degli ultimi anni del nostro cammino. Valuteremo dove abbiamo fatto giusto, dove abbiamo sbagliato e cercheremo di progettare il futuro di questa lotta e valuteremo i frutti che abbiamo raccolto e che raccoglieremo attraverso il nostro dibattito.
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