Ascolta la trasmissione integrale [ audio ] (durata 51’:55")
Questa mattina all’interno della trasmissione "Caminantes" siamo andate in Bolivia, ascoltando un’intervista realizzata da Sebastian Scolnik del collettivo Situaciones a Oscar Olivera, rappresentante de la Coordinadora de Defensa del Agua y de la Vida de Cochabamba, dopo il Global Meeting: Oscar racconta che cosa è cambiato in Bolivia, a partire dalla loro esperienza, nelle lotte degli ultimi anni, con l’arrivo del presidente Evo Morales.
Una delle lotte portate avanti in Bolivia, come in molte parti dell’America Latina, riguarda la riappropriazione della terra e delle risorse, focalizzandosi sul modo in cui viene portata avanti la gestione di acqua e idrocarburi: le multinazionali hanno trasformato il paese in semplici colonie per i loro interessi.
La gente, dal basso, vuole costruire nuovi progetti per il territorio, mettendo in discussione l’attuale modello di sviluppo, recuperando i saperi del passato e proiettare le lotte nel futuro.
Con la guerra dell’acqua del 2000, il popolo boliviano ha recuperato il patrimonio collettivo dell’acqua e anche la capacità di decidere della gente, gli eventi del 2000 hanno portato al fatto che la politica è tornata ad essere nelle strade, dal basso, e non più per pochi, nelle istituzioni.
Inoltre questa mattina, nelle pagine interne di Alias, l’inserto del sabato del quotidiano "Il Manifesto", viene pubblicato un lungo articolo dal titolo "Il profumo della Rivoluzione", che riguarda la recente uscita della compilation "Un Cafesito Mami", una raccolta di 20 brani di artisti italiani e internazionali per sostenere concretamente il progetto del Caffè Rebalde Zapatista dell’Associazione Ya Basta in Chiapas.
Siamo anche andate in Messico, attraverso un’intervista realizzata da Gloria Munoz Ramirez a Heriberto Salas, del FPDT, che ripercorre la storia del Frente.
Inizialmente il Fronte nasce per difendere l’acqua dalla decisione di sfruttamento da parte del governo federale, il Frente coinvolge molte organizzazioni nelle valli intorno a Città del Messico, senza rapporti con i partiti politici.
Nel 2001 il governo decide di espropriare le terre per costruire un aeroporto: da lì nasce il Frente Popular en Defensa de la Tierra, con l’obiettivo di difendere la terra, impugnando il machete come simbolo di lotta, una lotta molto forte che ha portato a far decadere la decisione del governo sulla costruzione dell’aeroporto.
Archivio Trasmissioni