RASSEGNA STAMPA

Fonte : Corriere.it - Vivimilano 12/04/2007

Guerra di strada tra cinesi e forze dell’ordine

Milano - Giovedì 12 aprile 2007
Il console: «Episodio non casuale». Ma si sospetta la premeditazione
Guerra di strada tra cinesi e forze dell’ordine
Tafferugli in zona Sarpi dopo la multa di una pattuglia di vigili a una donna.
Scontri anche dopo l’intervento della polizia

MILANO - Scene di guerriglia urbana, con auto distrutte, bottiglie lanciate contro le forze dell’ordine e cariche della polizia, si sono verificate nella «chinatown» milanese in via Paolo Sarpi. Almeno sei agenti sono rimasti feriti, e altrettanti cinesi sono stati portati in ospedale per malori e contusioni. È il primo parziale bilancio della rivolta dei commercianti cinesi contro la polizia nella Chinatown milanese, scoppiata intorno alle 13, durata circa tre ore, e sfociata poi in un corteo spontaneo che, con tanto di bandiere cinesi, ha percorso via Bramante, creando problemi alla circolazione in tutta la zona.

LA RICOSTRUZIONE - La protesta sarebbe partita da una multa inflitta a una commerciante che scaricava merci fuori orario dalla sua auto, nella quale si trovava anche una bimba di tre anni. La donna ha reagito e a darle man forte sono arrivati subito numerosi connazionali che avrebbero tentato di aggredire il vigile. Il reparto mobile giunto sul posto ha caricato un centinaio di cinesi che rispondevano lanciando bottiglie contro le forze dell’ordine. Alcuni hanno tentato di ribaltare una volante. Un testimone riferisce di aver visto un poliziotto in borghese estrarre la pistola e colpire una donna alla testa. Ma la polizia ha smentito categoricamente. La donna multata, portata via dai ghisa, insieme alla bambina che era con lei nell’automobile, è stata denunciata per resistenza a pubblico ufficiale, posta in stato di fermo e rilasciata dopo alcune ore. La commerciante si è poi recata al Pronto soccorso dell’ospedale Fatebenefratelli di Milano per essere visitata.

PROTESTE E SCONTRI- Secondo quanto ricostruito da alcuni testimoni, un primo momento di tensione si era già registrato in mattinata, intorno alle 10,30. Poi alle 12,30, in via Niccolini angolo via Bruno, la reazione contro la pattuglia dei vigili accusata dagli immigrati cinesi di aver malmenato una donna con una bambina dopo averle contestato la multa per parcheggio in doppia fila. Altri testimoni riferiscono che la pattuglia avrebbe cercato di far salire la donna insieme alla bambina sull’auto di servizio dopo che questa aveva opposto resistenza. A questo punto l’auto, con tre funzionari all’interno e alla quale hanno dato rinforzo altri agenti presenti in zona, è stata circondata da circa trecento persone. Rapidamente le strade del quartiere si sono riempite di altri immigrati che hanno cominciato ad inveire e a gridare contro le forze di polizia che sono giunte sul posto. Dopo la carica di alleggerimento della celere l’auto dei vigili è stata recuperata. Testimoni riferiscono di due auto ribaltate.

GUERRIGLIA - Durante gli scontri sono state sventolate diverse bandiere della Repubblica Popolare cinese e anche una bandiera italiana sventolata sempre da un immigrato. Un nuovo tafferuglio è poi scoppiato all’angolo tra via Nicolini e Giordano Bruno. La polizia è intervenuta con l’uso di manganelli per sfollare le persone ma è stata a sua volta aggredita con lancio di bottiglie, bidoni della spazzatura e cartelli. Successivamente un altro tafferuglio si è verificato tra Via Bramante e via Sarpi. Bottigliette piene d’acqua sono state lanciate all’indirizzo di un cordone di polizia schierato in via Bramante, alle spalle dei manifestanti. Appena è iniziato il tiro, diversi cittadini cinesi si sono messi davanti allo schieramento degli agenti per fermare i lanci.

«PREMEDITATO» - Le forze dell’ordine sospettano che l’aggressione sia stata premeditata. Secondo la polizia municipale, la donna è stata multata intorno alle 9 perché trasportava su un’auto privata materiale commerciale senza autorizzazione. L’episodio sarebbe terminato lì, ma avrebbe avuto poi un seguito, alcune ore più tardi, intorno a mezzogiorno in via Nicolini, quando la cinese ha riconosciuto la stessa vigilessa, per strada, insieme ad una collega, e senza dirle niente l’ha avvicinata e l’ha colpita con un pugno. Subito dopo, secondo indiscrezioni, sarebbero sbucate da un portone due persone con delle videocamere, e in un minuto, mentre la donna gridava aiuto sarebbero arrivate decine di altri cinesi.

TENSIONE - L’episodio per molti era comunque atteso: i cinesi si sentono perseguitati dai ghisa, e i vecchi residenti di origine italiana si sentono accerchiati dai cinesi. Il console cinese Limin Zhang ha confermato il malumore dei suoi connazionali per le continue pressioni da parte delle forze dell’ordine. Le associazioni della zona si sono moltiplicate e sono diventate sempre più agguerrite per la presenza massiccia di cinesi che ha portato alla fuga dei commercianti italiani e, adesso, anche a quella dei residenti. IL CONSOLE - «Questo episodio non è casuale». Lo ha detto senza mezzi termini Limin Zhang, il console generale della Repubblica Popolare Cinese a Milano. «Sono due mesi che qui siamo sottoposti a una forte pressione - ha detto ai giornalisti -. Voglio sapere chi ha sbagliato, sono qui per capire, e per proteggere gli interessi legali dei commercianti cinesi che pagano le tasse e sono in regola». Il console ha sottolineato che le continue multe ai commercianti cinesi che trasportano le merci con carrelli e carrellini, i numerosi divieti di sosta fatti dalla polizia municipale, i posti di controllo lunga via Paolo Sarpi, l’arteria principale del quartiere, avrebbero esasperato gli animi. Il console ha poi spiegato di rimanere in attesa della dinamica dei fatti. MORATTI - Per il sindaco, Letizia Moratti, «non è possibile che per una semplice violazione dell’articolo 82 del Codice stradale succedano cose di questo tipo. Quello che non intendiamo tollerare è di avere zone franche in città» ha aggiunto il primo cittadino.

12 aprile 2007
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