COMUNICATI

Comunicati di solidarietà art.1 all’attivista Franscesco Brancaccio (Copertina)

Giovedì 26 aprile 2007

La notizia della notifica dell’Art. 1 nei confronti di Francesco Brancaccio, nostro fratello di Esc, è l’ennesima conferma che "l’alternanza di governo" non ha modificato la continuità dei dispositivi repressivi contro i movimenti. Francesco "Copertina" da diversi anni è uno dei protagonisti più attivi nelle battaglie che le reti studentesche e i collettivi dei precari hanno animato dentro e fuori l’università.

La questura di Cosenza, con questa misura di "controllo preventivo", manda un segnale chiarissimo, marchiando come "delinquente abituale" chi, studente e precario, si batte per la riappropriazione dei saperi e per l’autogestione dei processi formativi. Questo provvedimento vuole mettere nell’angolo i movimenti e le reti che fanno del conflitto sociale e della sperimentazione di forme di democrazia radicale pratiche di insubordinazione quotidiana.

Non accetteremo in silenzio questo attacco alla libertà di movimento, porteremo la nostra solidarietà attiva nelle università e nelle strade delle nostre metropoli. Mentre la rappresentanza politica è intenta a disquisire di "riforma elettorale" e "partito democratico", nei confronti di chi lotta, desidera e pratica nuove forme di vita, vengono riesumati provvedimenti di stampo fascista.

Un abbraccio a Francesco, con tutta la nostra rabbia e il nostro amore.

Astra19 spazio pubblico autogestito_Tufello ribelle
Associazione sportiva popolare Valerio Verbano


La luce del sole non si può fermare!
Il dissenso non può essere imbavagliato!

Viviamo nel tempo in cui la gestione del potere si fa governance e a quanto pare appaiono sempre più fastidiosi, ingovernabili, inarrestabili i movimenti sociali per chi ha scelto di stare dalla parte della miseria delle cariche istituzionali, sempre più pericolosi per chi taccia di antipolitica tutto ciò che si muove e non si rassegna alla guerra, alla precarietà, alla negazione di libertà e diritti.

L’articolo 1 prova sempre a colpire direttamente "la possibilità di praticare conflitto e di domandare giustizia in generale", prova a negare cittadinanza alla moltitudine, certo sembra difficile immaginare che vi riesca.

Non è il tempo in cui l’avranno vinta, non è il tempo in cui ci stuferemo, noi come tutti i movimenti sociali, di reclamare come necessità, diritto e claims sogni, bisogni, desideri.
Le nostre metropoli sono sempre più il luogo della costruzione autonoma di conflitti e mondi, non riusciranno a scovarci, perchè siamo alla luce del sole.

Un abbraccio fraterno dalle compagne e compagni del Cantiere_milano


Comunicato di solidarietà dai Centri Sociali del Nord-est
Apprendiamo con indignazione la notizia della notifica dell’articolo 1 a Francesco Brancaccio in un momento in cui è sempre più forte il tentativo di criminalizzazione contro quanti e quante ogni giorno mettono in pratica, nei loro territori, forme di conflitto e di dissenso all’interno dei luoghi della formazione e della produzione come le università e le nostre città, ponendo le basi per forme di democrazia concreta e dal basso.

Ancora una volta l’utilizzo gravissimo della legge Scelba contro attivisti del movimento denuncia la risposta intimidatoria da parte delle istituzioni a chi come Francesco e come tutti noi da sempre è impegnato nelle lotte contro la guerra e la precarietà e si batte per i diritti dei cittadini migranti.
Attacchi come questo non fanno che aumentare la nostra rabbia e il desiderio di continuare a praticare, con le nostre forme, percorsi di conflittualità.

Francesco, resisteremo un minuto più di loro!

Le sorelle e i fratelli del centri sociali del Nord-est


Solidarietà con Francesco
L’accanimento repressivo nei confronti di Francesco messo in atto oggi rispolverando la Legge Scelba è un atto grave ed inaccettabile, tanto più per il suo carattere intimidatorio e preventivo contro un compagno in prima fila in molte battaglie a partire da quelle interne all’ Università In questi anni governi di centro-destra e centro-sinistra hanno tentato di fermare le nostre lotte in maniera autoritaria dalle scuole all’Università e a tutte le lotte sociali che si muovono nella nostra città e nel paese, provando così a ridurre le nostre battaglie e le nostre rivendicazioni solo ad un problema giudiziario e di ordine pubblico. Solo nelle nostre scuole abbiamo avuto centinaia di denunce, decine tra sgomberi di scuole occupate e di interventi di polizia, cariche di cortei, nel tenativo di "normalizzare" le nostre scuole e colpire chiunque dal basso si opponesse ai processi liberisti di riforma.

Solo una solidarietà concreta e militante può rompere i tentativi di criminalizzazione e intimidazione! La repressione non fermerà le nostre lotte!

0incondotta-studenti autorganizzati


Ancora una volta, attraverso leggi preventive e intimidatorie, si cerca di criminalizzare e imbavagliare chi ogni giorno, nei propri territori, attraverso forme di conflitto, vuole costruire, dal basso, “un’altra città”, quella dell’inclusione, dell’accoglienza, dei diritti, della dignità, quella del libero accesso ai saperi, per tutt@!

A Bologna la procura della repubblica, da tre anni usa l’aggravante di eversione dell’ordine democratico contro le istanze di lotta del movimento bolognese. Questa modalità viene usata per richiedere contro decine di compagn@ (ad oggi sono 188 le imputazioni con l’aggravante di eversione) misure preventive di custodia cautelare prima ancora che si avvii l’iter processuale.
Non possiamo dirci che solidali con Francesco per l’ennesimo tentativo di intimidazione contro un compagno da parte degli organi dello stato.

Un abbraccio fraterno dai compagni e dalle compagne del Tpo


Rivogliamo Francesco "Copertina" libero subito!

Il provvedimento della Questura di Cosenza contro Francesco è contro noi tutti, una violazione della nostra libertà, un assurdo giuridico, una mostruosità politica, una drammatica farsa. Senza aver subito nessuna condanna in nessun processo, Francesco già ora non può esercitare tutti i suoi diritti, già ora non è libero. "Ammonimento", "pericolosità sociale", "foglio di via". Entra in azione la polizia preventiva, come nei libri di fantascienza, vengono applicate leggi fasciste, come nei libri di storia. È vietato essere politicamente attivi, cooperare, dissentire, contestare chi ci governa. Ancora una volta l’Inquisizione di Cosenza, con teoremi assurdi, decide arbitrariamente della vita e della libertà di decine di attivisti, indicando la via dei rapporti tra Governi e movimenti sociali. E il Governo tace e acconsente. Cambiano i governi, ma non cambiano repressione, controllo sociale, violazione della libertà. Dov’è la depenalizzazione dei reati connessi alle lotte sociali? Dov’è l’amnistia?

Governanti, inquisitori, baroni, vassalli, il feudalesimo è finito!
Rivogliamo Francesco libero subito!

Rivogliamo libere tutti!

Strike spa (spazio pubblico autogestito)
Daje copertì!

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