Il 1 maggio si terrà a Reggio Emilia un corteo per i diritti dei lavoratori irregolari e di tutti i precari.
Si sta assistendo sempre più spesso nella nostra città a proclami multipartisan in favore della cosiddetta "tolleranza zero" verso il lavoro nero; questo si traduce nella pratica in controlli a tappeto nei cantieri e negli appartamenti abitati da cittadini migranti con la conseguente espulsione di coloro trovati sprovvisti del permesso di soggiorno, quelli che vengono comunemente chiamati clandestini.
Il Comitato dei Lavoratori Irregolari di Reggio Emilia, sottolinea però il fatto che sempre più numerosi sono i casi di persone vittime di caporalato e sfruttamento. Emblematico è l’ultimo delle decine di casi pervenute al comitato: un ragazzo egiziano di 25 anni, lavoratore edile presso una delle tantissime imprese reggiane che dopo un periodo di lavoro non è stato pagato e per di più picchiato con bastoni per aver reclamato il proprio corrispettivo.
L’essere clandestini costringe al lavoro ed espone a forme più o meno velate di sfruttamento, per questo il comitato (formato da circa un centinaio di lavoratori di diversa nazionalità, autoorganizzatosi a partire da marzo 2007) come istanza politica chiede un intervento legislativo, o una possibile interpretazione delle leggi vigenti, che sleghi il permesso di soggiorno dal contratto di lavoro eliminando così il fenomeno della clandestinità.
Il corteo del 1 Maggio ha come concentramento il piazzale della Stazione FFSS alle h.14.00, e proseguirà poi attravesando il centro storico sino a congiungersi con piazza Prampolini per unirsi a Pollicino in Fiera.