CON LE VOSTRE REGOLE siamo tutti irregolari. Lo scandiscono più volte. Alla manifestazione del Primo maggio dei lavoratori clandestini, ce n’è un po’ per tutti: per il governo, per le istituzioni locali "colpevoli" di aver annunciato un giro di vite contro l’illegalità, per il sindacato che non li «rappresenta».
QUANDO SI RIUNISCONO nel piazzale della Stazione sono già in tanti. C’è chi arriva per caso. Poi il tam tam si diffonde e per le vie del centro a sfilare sono quasi un migliaio . In gran parte immigrati irregolari - con lavori più o meno di fortuna -, arabi ma anche uomini dell’Est. Chiedono di essere regolarizzati visto che in Italia ci sono e «da qui non ce ne andiamo», dicono a gran voce.
SFILANO ordinatamente, in contemporanea e lungo un percorso parallelo a quello dei sindacati: viale IV Novembre, viale Montegrappa fino a piazza Prampolini. Senza incrociarsi, se non per un breve tratto, a S.Pietro, con il corteo sindacale che si snoda lungo la via Emilia. «Non ci sono governio giunte amiche se non si fa subito una sanatoria», scandiscono gli immigrati guidati dai giovani del Laboratorio Aq16.
POCO PIÙ IN LA, lungo la via Emilia, dove si muove il corteo sindacale della triplice, le perplessità perla "contromanifestazione" degli immigrati non mancano. «Non capisco il perchè di una manifestazione distinta da quella ufficiale», sbotta il segretario provinciale della Cgil, Mirto Bassoli. Del resto questo Primo maggio è dedicato anche ai problemi degli immigrati.
«DIVIDERE I LAVORATORI non porta da nessuna parte», si limita a commentare il collega della Uil, Luigi Angeletti . «Gli immigrati, dai sindacati, sono sempre stati accolti. Il punto è che va modificata la legge sull’immigrazione», aggiunge il segretario della Cisl, Giuseppe Pagani. «Il permesso di soggiorno deve diventare un diritto per chi lavora», dice dal palco di Cgil, Cisl e Uil la giovane immigrata Shana mentre - a pochi metri in piazza Prampolini gli irregolari chiedono più o meno la stessa cosa.
SI DICONO STANCHI di «essere arrestati perchè non hanno i documenti». «Basta speculazioni sul - la nostra pelle», gridano. «Nessuna contrapposizione con Cgil, Cisl e Uil», avevano detto gli organizzatori alla vigilia del Primo maggio. Eppure, così come si svolge, l’iniziativa degli irregolari ha tutto il sapore d’ esserlo. Eccome.