RASSEGNA STAMPA

fonte: La Gazzetta di Reggio del 03/05/2007

Immigrati e precari in corteo

Doppia manifestazione per celebrare il 1° maggio

Reggio Emilia - Giovedì 3 maggio 2007
Un primo maggio con due cortei. Da una parte i lavoratori irregolari che sono partiti da piazzale Marconi e si sono diretti in piazza Prampolini. Dall’altra il tradizionale corteo organizzato dai sindacati che si è concluso in piazza della Vittoria . Due cortei diversi che hanno sottolineato un aspetto comune: nel Paese esistono situazioni critiche che richiedono un intervento immediato e risolutivo. Da una parte la richiesta di contrastare il lavoro nero, dall’altra quella di frenare il precariato . Il primo corteo a partire è stato quello che riuniva un migliaio di immigrati scesi in piazza con striscioni dagli slogan eloquenti: «Sanatoria subito», «Nessun uomo è illegale ». Erano i volti dei clandestini che per una volta hanno sfilato a volto scoperto, riunendo diverse comunità del nostro territorio. Il corteo è stato aperto dal camioncino del centro sociale Aq16 ma era organizzato da diversi soggetti. Da viale Montegrappa alcuni immigrati con la bandiera della Cgil e la Cisl hanno seguito i manifestanti, mentre a chiudere le fila è stato il gruppo «Partigiani urbani». Il corteo ha chiesto a gran voce la sanatoria e leggi che siano amiche di coloro che vengono in Italia per trovare lavoro e non per diventare schiavi della criminalità, i clandestini hanno chiesto ad alta voce di poter fare una vita normale nel nostro paese. Per comunicare questo messaggio sarebbe stato forse meglio cercare di unirsi al corteo ufficiale, sfilando insieme ai lavoratori regolari e ai pensionati, chiedendo insieme diritti, sicurezza e contratti equi per tutti. «L’Italia riparte dal lavoro» è stato invece il motto coniato da Cgil, Cisl e Uil per festeggiare il primo maggio. Il corteo dei sindacati ha visto la partecipazione di rappresentanti di associazioni, partiti e sindacati di categoria. All’interno hanno manifestato migliaia di lavoratori e pensionati, significativa anche la presenza di immigrati e nuove categorie come i lavoratori della conoscenza e i precari. Ad aprire il corteo, oltre ai segretari provinciali Mirto Bossoli Cgil, Giuseppe Pagani Cisl e Luigi Angeletti Uil, anche il sindaco Graziano Delrio, l’assessore provinciale al lavoro Gianluca Ferrari, l’onorevole Maino Marchi e il segretario provinciale dei Ds Giulio Fantuzzi. Dal palco allestito in piazza della Vittoria sono stati lanciati alcuni messaggi particolarmente importanti: a parlare non sono stati soltanto i rappresentanti sindacali, ma anche i lavoratori che ogni giorno devono affrontare un sistema «diventato una giungla». Shana Jesuthasan, proveniente dallo Sri Lanka, ha chiesto regole e burocrazia più semplici per i cittadini extracomunitari che lavorano nel nostro Paese. Significativi i dati riportati da Fulvio Ferri, medico del lavoro, che ha sottolineato come sia necessario fermare le «morti bianche» che mietono vittime non solo nel nostro paese ma anche in tutto il mondo. Appassionata anche la testimonianza di Antonia Riccione, insegnante precaria da 15 anni. «Ho vinto un concorso — ha raccontato, commossa da allora ho un lavoro dal primo settembre al 30 giugno, un rinnovo ogni anno: come è possibile formare una famiglia o acquistare una casa in queste condizioni?». Problemi che vengono colti dal segretario nazionale Uil, Stefano Mantegazza che ha lanciato un’accusa al governo: «Non c’è un pensiero unitario, serve una risposta a questi problemi».
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