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Nella trasmissione di questo sabato mattina, in diretta dagli studi di Radio Sherwood a Padova e di Radio Kairos a Bologna, abbiamo parlato delle numerose e partecipate manifestazioni che si sono svolte negli Stati Uniti il 1° maggio.
I protagonisti sono stati i migranti: soprattutto nella zona di frontiera, i migranti messicani e sudamericani sono moltissimi.
Si tratta di uomini e donne impiegati come manodopera, che vivono e lavorano negli Usa, ma che tuttavia, secondo la legge sull’immigrazione dell’amministrazione Bush, non godono dei diritti fondamentali che dovrebbero avere come cittadini statunitensi.
Il 1° maggio imponenti manifestazioni hanno visto sfilare migliaia di persone nelle principali città statunitensi, per chiedere diritti per i lavoratori migranti, per difendere gli "indocumentados" e per porre fine agli arresti di chi è senza documenti.
Il 1° maggio si è svolta anche un’importante manifestazione nella città di Oaxaca in Messico: sono scesi nelle strade i lavoratori, i maestri e la APPO, stanchi ancora dell’impunità di cui godono gli autori della brutale repressione da parte della PFP e del governatore Ulises Ruiz contro il presidio dei maestri. Durante la giornata del 1° maggio centinaia di persone hanno marciato per Oaxaca, bloccando le strade, riprendendosi gli edifici pubblici e radio Universidad, e riunendosi infine nella piazza centrale della città.
Abbiamo anche ascoltato una parte dell’audio della marcia, tratto dal sitto www.oaxacalibre.org.
Siamo poi rimaste in Messico, per ricordare le violenze avvenute la notte tra il 3 e il 4 maggio ad Atenco, ad un anno di distanza.
Proprio un anno dopo è stata lanciata una giornata mondiale per non dimenticare la repressione e gli abusi subiti dalla popolazione di Atenco: tante sono state le iniziative lanciate per chiedere la liberazione dei 29 prigionieri politici che tuttora si trovano rinchiusi nel carcere di Santiaguito, e i 3 prigionieri nel carcere speciale di La Palma, portando inoltre avanti la richiesta di punire gli autori delle violazioni dei diritti umani perpetrate nei confronti degli abitanti di Atenco.
Circa 2000 persone hanno marciato a Città del Messico verso la segreteria del Governo, guidati dagli appartenenti al Frente Popolare in Difesa della Terra e dalla Commissione Sesta dell’EZLN, tra cui anche il Subcomandante Marcos.
Infine ci siamo spostate in Argentina e Patagonia.
Insieme a Silvia, Associazione Ya Basta di Reggio Emilia, abbiamo ripercorso le tappe della Carovana dell’Associazione Ya Basta nelle terre dei Mapuche, carovana che si è svolta tra febbraio e marzo e che ha incontrato i movimenti sociali di Buenos Aires e intrecciato e condiviso le lotte del popolo Mapuche nella Patagonia Chilena, contro i subdoli tentativi di Benetton di sgomberarli dalle loro terre.
Ancora poi in sudamerica per seguire la giornata di mobilitazione mondiale contro l’impresa mineraria canadese Barrick Gold.
Iniziative in Argentina, Cile, Perù, Australia e Canada per denunciare le devastazioni ambientali causate dalle estrazioni minerarie di questa impresa, che non solo porta danni al territorio, ma anche, attraverso l’utilizzo di pericolosi composti chimici, causa la comparsa di gravi malattie tra gli abitanti delle terre circostanti.
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