Continua la tensione in molte delle aree in occupazione del Movimento Sem Terra. L’onda di repressione da parte della Policia Militar e della Polizia Privata al servizio dei grandi proprietari terrieri è la risposta del Governo e dei latifondisti alle pressioni e rivendicazioni portate avanti dai movimenti sociali brasiliani durante le mobilitazioni dell’”Abril Vermelho”.
La notizia della morte di un agricoltore sem terra nel Parà, arriva in concomitanza con la notizia della nascita nello Stato del Paranà del Movimento dos Produtores Rurais (MPR), formato da impresari rurali, circa 300, che intendono resistere o organizzarsi per sgomberare le occupazioni dei movimenti contadini come l’MST. Ogni membro del MPR versa una sostanziosa quota associativa (in base all’estensione della sua proprietà da difendere), soldi che serviranno per pagare gli avvocati e i gruppi di polizia privata. “Ad ogni azione ci sarà una reazione dei ruralisti” ha affermato Alessandro Meneghel, uno dei leaders del movimento.
“Abbiamo paura che si crei una milizia armata privata che istituzionalizza la presenza dei “pistoleros”, il che provocherà una vera e propria guerra nei campi.” afferma l’MST.
Le minacce e le incursioni nelle comunità rurali da parte dei pistoleros sono all’ordine del giorno per i movimenti contadini.
La mattina del 2 Maggio, l’occupazione della Fazenda Sao Felipe, a 140 KM dalla città di Belem, nel Parà, è stata invasa da un gruppo di 50 pistoleiros – tra i quali anche membri della Policia Militar - comandati da un certo Zè Anisio. L’agricoltore Antonio Santos do Carmo, di 60 anni, è stato ucciso con un colpo al petto e uno alla gola. Altri 7 sem terra sono rimasti feriti e trasportati in un ospedale di cui non è stato comunicato il nome alle famiglie.
In protesta è stata occupata l’importante strada che collega la città di Belem a Brasilia, che passa vicino all’accampamento. La Fazenda è stata considerata terra pubblica dall’Incra già da cinque anni, ma ancora non è stata espropriata e la repressione non accenna a diminuire.
“ Pretendiamo dal Governo Statale l’immediata cattura dei responsabili e di Zè Anisio. Chiediamo la punizione dei militari coinvolti eni fatti e l’immediata creazione di un progetto di insediamento nell’area” ha dichiarato l’MST dele Parà in un comunicato.
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