Ieri, 7 maggio 2007, il presidente del consiglio di Zona 6 e l’assessore alla Salute del Comune di Milano hanno presentato un progetto scandaloso che è solo l’ultimo capitolo delle politiche proibizioniste messe in atto da questa amministrazione. L’iniziativa consiste nella distribuzione, per ora gratuita, di kit per effettuare il test delle urine "fai da te" a quasi 4.000 famiglie residenti in Zona 6 e con figli tra i 13 e i 16 anni, con l’obiettivo di espandere la sperimentazione all’intero territorio cittadino entro la fine dell’anno.
Riteniamo questa iniziativa inaccettabile, illegittima e pericolosa. Ci troviamo di fronte al rischio concreto innanzi tutto di rovinare i rapporti di centinaia di famiglie mentre le politiche concrete riguardanti le dipendenze sono sempre più marginalizzate e trascurate; inoltre degli esponenti di Alleanza Nazionale, che già si erano distinti per la loro completa ignoranza in materia e per l’uso propagandistico della questione, si permettono di entrare con prepotenza nelle case e nelle vite dei giovani della nostra città con l’ennesimo provvedimento di carattere proibizionista e repressivo, senza però fornire elementi di informazione e consapevolezza capaci di garantire un intervento efficace.
Il tentativo è quello di delegare ai genitori il ruolo di "poliziotto e carceriere", in modo da giustificare un indebolimento delle strutture pubbliche che si occupano di tossicodipendenze. Poliziotto che indaga e compie analisi, carceriere che punisce e prende provvedimenti. Come la campagna "non è mai leggera", anche questo progetto si rivela nella sua assurdità come uno strumento di controllo "fai da te", consegnato a domicilio e propagandato come soluzione a un problema, quello della diffusione delle sostanze, senza però costituire un reale intervento di tutela del consumatore, continuando a battere sul tasto della disinformazione sistematica e organizzata.
Invitiamo tutti i residenti di Zona 6 e di Milano, le famiglie, i medici, i farmacisti a boicottare questa iniziativa. Invitiamo tutti i genitori a non servirsi del test, ma rispedirlo al mittente.
I kit che vogliamo sono altri, proibiti in Italia, legalizzati invece in tutta Europa: sono i kit di analisi delle sostanze, diffusi negli altri paesi, nei luoghi dove vi è maggior consumo, che rendono possibile l’analisi in tempo reale delle sostanze, garantendo così al consumatore la piena consapevolezza di ciò che assume, consentendo così una vera riduzione del rischio e una tutela della salute efficace.
Ringraziamo infine Massimo Girtanner per averci offerto una volta ancora un interessante spunto di riflessione e azione riguardo le politiche sulle dipendenze!
Cantiere
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