COMUNICATI

Bologna, TpO - Smashing G. W. Bush: 9 Giugno a Roma

Bologna - Sabato 19 maggio 2007

Smashing G. W. Bush

Partiamo da un fatto, specifico e preciso: G.W. Bush il 9 giugno sarà a Roma, dove verrà ricevuto con onori da Imperatore dal Papa e dal Governo Italiano.

Verrà in Italia dopo aver celebrato e confermato al G8 di Heiligendamm la politica di Imperio neo monetario, di guerra a mezzo guerra e di riduzione delle libertà al codice antiterrorismo.

Verrà in Italia mentre, finalmente, anche la rappresentanza politica americana comincia a sottrarsi all’abbraccio mortale di Bush.

Pensiamo sia importante rendere Roma città inospitale al principale, ma non unico, responsabile della fase storica di guerra globale permanente che stiamo vivendo. E pensiamo al 9 giugno come una giornata nazionale che raccordi le esperienze di resistenza alla guerra che quest’anno sono state il sale dei conflitti nei territori.

Come Tpo abbiamo già aderito all’appello: “9 giugno tutti a Roma No Bush - No War Day. Contro la guerra globale permanente di Bush, contro l’interventismo militare del governo Prodi” e vorremo proporre un ambito di discussione di tutte le realtà bolognesi contro la guerra per costruire la partecipazione radicale dai nostri territori.

Pensiamo ad un percorso comune di rete che comincia sabato 2 giugno in Piazza del Nettuno per contestare la parata militare dell’esercito italiano che pretende di trasformare l’anniversario della vittoria della Repubblica sulla Monarchia in un momento di auto celebrazione nazionalista e militarista. L’esercito italiano, vale la pena di puntualizzarlo, non è ne una ONG ne la quinta colonna del pacifismo non violento: è una struttura militare con connessioni paramilitari costituita da professionisti strapagati che combatte ed uccide a progetto. Esattamente come fa l’esercito americano, inglese, tedesco o pakistano: non c’è nessuna specificità culturale o differenza di regole di combattimento.

Contestare la parata del 2 giugno, qui a Bologna ed ovunque in Italia, rappresenta una tappa importante per sabotare la guerra, reclamare giustizia, essere Pace in cammino.

Noi, donne ed uomini di movimento a Bologna, abbiamo un motivo in più per contestare la parata del 2 giugno: nel 2004 siamo stati aggrediti, fermati e denunciati da poliziotti con l’aiuto di privati picchiatori, organizzati nelle Pattuglie Cittadine, ancora oggi incredibilmente finanziato dal Comune di Bologna.

Contestare la parata militare di sabato 2 giugno è ribellarsi agli odiosi processi di governance del territorio che insistono su l’eccesso di video camere, l’abuso di polizie - formali, abusive, proprie o improprie – e l’ordine simbolico del Centro di Permanenza Temporanea di Via Mattei – per il quale, recentemente il Ministero dell’Interno ha stanziato € 775.443, per nuovi lavori di fortificazione e blindatura.

Un altro punto sul quale vorremmo confrontarci è il diritto a poter manifestare, e pertanto, il diritto a poter raggiungere Roma sabato 9 giugno per tutt* coloro che lo desiderano e di poterlo fare tutti insieme con un treno gratuito.

Speriamo che sabato 9 giugno sia una grande una giornata di lotta, di conflitto, di insubordinazione al crepuscolo dell’imperatore Bush. Perché se è vero che è in declino, con meno consenso, con un parlamento che lo sfiducia una volta al mese, è anche vero che in Iraq si continua a morire, che Guantanamo è zeppa di non prigionieri, e che gli USA continuano a boicottare ogni misura di sviluppo sostenibile per arrestare lo stravolgimento climatico di questo pianeta.

Dobbiamo fermare l’imperatore, dichiarandolo persona non grata. E, come lui, lo sono tutte le persone che lo incontreranno.

Dobbiamo andare a dargli il foglio di via.

Sentiamo la necessità di trovarci e discutere come costruire insieme questa settimana di lotta, che ci piacerebbe fosse inaugurata dalle contestazioni della parata delle Forze Armate il 2 giugno e che comprende le iniziative Smash G8 che le reti europee stanno costruendo insieme contro il vertice degli “8 grandi” a Rostock. Possiamo farlo partendo da ciò che siamo, dalla nostra comune capacità di essere e stare in movimento, dalla nostra capacità di indignarci, di cooperare per sovvertire, di non accettare chi dice “non è più il momento buono per cambiare il mondo”.

Ora è il nostro tempo.

C.S. TpO

Bologna, 14 maggio 2007


C.S. Tpo
Viale Lenin 3 Bologna
InfoLine 051-5874938

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