NEWS

Domenica 27 maggio 2007 07:58 Colombia: Uribe con le spalle al muro

A meno di un anno dal rinnovo del suo mandato, il presidente colombiano si trova sempre più isolato nel contesto latinoamericano e internazionale. Il primo anno di questo governo contiene tutti i presupposti per essere considerato come un sostanziale fiasco praticamente su tutta la linea.
[Ormai lo scandalo della “parapolitica” in Colombia sembra entrato in una spirale che si allarga progressivamente ogni giorno e all’interno della quale rimangono invischiati sempre più membri della compagine politica che ha portato il presidente Uirbe al potere durante il suo secondo mandato nel maggio del 2006. Le dichiarazioni dei comandanti paramilitari di fronte ai magistrati colombiani hanno già portato alla destituzione dell’intera cupola nazionale della polizia colombiana, oltre che all’arresto di un numero crescente di membri del Congresso per collusione con il paramilitarismo. I magistrati colombiani che stanno scavando tra le dichiarazioni dei capi delle AUC, non solo hanno incontrato fosse comuni contenenti migliaia di desaparecidos e la responsabilità diretta di varie compagnie transnazionali operanti in Colombia, ma anche scottanti relazioni che coinvolgono praticamente tutte le istituzioni dello Stato, dalla Fiscalia della Nazione (l’organo giudiziaro) con le indagini aperte nei confronti dell’ex Fiscale Generale Luis Camilo Osorio, che tra l’altro è stato ambasciatore colombiano in Italia durante il governo berlusconi, fino ai massimi vertici del potere raggiungendo per adesso la vicepresidenza della Repubblica, nella persona del vicepresidente Francisco Santos Calderón. Proprio mentre quest’ultimo si incontrava con il Ministro D’Alema in Italia, che prometteva un impegno del governo italiano per favorire dialoghi tra il governo di Uribe e la guerriglia delle FARC, il capo delle AUC di origine italiana Salvatore Mancuso, dichiarava di fronte ai giudici colombiani, come Santos gli avesse chiesto in passato di costituire il “Bloque Capital” delle Autodefensas Unidas de Colombia, ossia il distaccamento paramilitare che opera direttamente nella capitale del paese. I massimi vertici del potere in Colombia vengono scossi ogni giorno di più e sono sotto attacco tanto dei movimenti sociali, come della stampa nazionale ed estera. Allo stesso tempo le relazioni tra il governo colombiano e quello statunitense mostrano segni di progressivo peggioramento, con la recente decisione del Congresso statunitense di congelare l’approvazione del Trattato di Libero Commercio (TLC), tra i due paesi. Nonostante le forti reazioni del presidente Uribe, che dopo la sudditanza dimostrata negli ultimi anni agli Stati Uniti e culminata simbolicamente durante la visita di Bush in Colombia, cerca di rivendicare una posizione politica nei confronti degli USA, pare parecchio improbabile che i democratici al Congresso cambieranno opinione rispetto al tema del TLC. A livello latinoamericano si inaspriscono i contrasti tra il governo ecuadoriano e quello colombiano, a causa dei danni provocati dalle fumigazioni contro le coltivazioni di coca nelle zone di confine tra i due paesi. L’Ecuador chiede una sospensione totale di queste operazioni e una recente delegazione che ha visto la presenza del Relatore Speciale dell’ONU Paul Hunt, ha constatato i gravi danni provocati dall’aspersione dei funghi tossici utilizzati. Non si esclude che l’Ecuador chiederà in sede internazionale delle indennizzazioni al governo colombiano, mentre alcune organizzazioni ecuadoriane sono riuscite a far aprire un processo negli Stati Uniti contro la Dyncorp, la compagnia di sicurezza privata che si occupa delle operazioni di fumigazione. A livello europeo, oltre ai forti attacchi della stampa spagnola contro la situazione della parapolitica nel paese, va registrata la presa di posizione del governo francese che critica la volontà del presidente Uribe di liberare gli ostaggi della guerriglia mediante un’operazione militare, perché ciò equivarrebbe ad una condanna a morte per questi ultimi. L’ordine impartito da Uribe alle forze armate colombiane, ha fatto arretrare fortemente gli sforzi di negoziato portati avanti da tempo dal governo francese, svizzero e dalla chiesa cattolica. Intanto nel paese si rafforzano le mobilitazioni sociali a tutti i livelli, dai movimenti delle vittime dei crimini di stato, ai lavoratori dei settori pubblici soprattutto dell’educazione, ma anche della sanità, agli indigeni, afrodiscendenti e contadini nel sud e nel nord del paese. I negoziati tra il governo e la guerriglia dell’ELN portati avanti a Cuba, continuano incessantemente, nonostante la difficoltà di raggiungere dei punti di convergenza, specialmente adesso che la guerriglia rilancia chiedendo al governo di bloccare qualsiasi negoziato sul TLC con gli Stati Uniti, perché fortemente lesivo degli interessi del popolo colombiano. Il governo sembra però aver raccolto una proposta dell’ELN che chiede la scarcerazione di guerriglieri in carcere, sia di questa guerriglia che delle FARC, nonostante la questione sia ancora in una fase definitoria che non dà alcuna garanzia reale in questa direzione. Il fatto che Uribe possa decidere di liberare unilateralmente vari prigionieri politici della guerriglia, si spiega da un lato con la ricerca di una nuova legittimazione della farsa del processo di negoziazione con i paramilitari e dall’altro per facilitare un gesto simile da parte delle FARC, con la scarcerazione di ostaggi in loro possesso. La posizione delle FARC è chiara in merito e cioè che la questione dei prigionieri politici e dei sequestrati, è una questione politica e che quindi come tale deve essere negoziata e non può essere risolta a colpi di buona volontà reciproca. La moltitudinaria manifestazione del primo maggio è stata il preludio allo sciopero nazionale del 23, che non è ancora stato interroto dai lavoratori del settore pubblico dell’educazione, dai professori universitari, superiori, dai maestri delle scuole pubbliche e da alcuni ospedali del paese. Quasi tutti i collegi (scuole superiori) di Bogota sono ancora bloccati ed occupati dagli studenti, così come le università pubbliche, la Nazionale, la Distrittale e la Pedagogica, così come molte altre scuole ed università pubbliche in tutto il paese. La manifestazione del 23 maggio nella capitale è stata composta da 12 diversi cortei che poi sono confluiti nella Plaza Bolivar, registrando un’affluenza maggiore del primo maggio. Continuano anche le manifestazioni, le occupazioni ed i blocchi. I lavoratori del settore educativo e della sanità protestano con forza contra la revisione della “ley de transferencias” e contro alcuni punti del Piano Nazionale di Sviluppo del governo Uribe. La “ley de transferencias” prevede i trasferimenti dal governo nazionale ai vari dipartimenti ed istituzioni pubbliche del paese, pertanto i tagli previsti dal governo Uribe colpirebbero fortemente tutte le istituzioni locali e pubbliche colombiane. Allo stesso modo il Piano Nazionale di Sviluppo, prevede tra le altre cose, che il passivo pensionistico dei lavoratori delle università pubbliche debba in parte ricadere sul bilancio universitario, secondo termini meritocratici e di competitività delle varie università, provocando di fatto il tracollo finanziario di queste istituzioni e la loro privatizzazione. Tutti i movimenti chiedono inoltre la rinuncia del governo “narco-paramilitare e corrotto” del presidente Uribe. Il governo Uribe è rimasto l’unico governo latinoamericano a sostenere l’implementazione di politiche neoliberali selvagge, provocando il risveglio di tutti i settori dei movimenti sociali nazionali, che continuano a dare dura battaglia su tutta la linea. È difficile prevedere se questa grave condizione di instabilità potrà portare ad un crollo del presidente, ma è certo che a queste condizioni la conflittualità sociale non potrà che inasprirsi.

Domenica 27 maggio 2007 07:25 Colombia: paramilitari e oligarchie dell’Impero

Le formazioni paramilitari colombiane si stanno rendendo indipendenti e stanno entrando e sono ormai parte della oligarchia  (...)

Domenica 27 maggio 2007 07:23 Colombia: Scuole e Università occupate

Le mobilitazioni di maestri, professori, studenti e lavoratori delle università e scuole pubbliche colombiane  (...)

Sabato 26 maggio 2007 15:27 Milano - Interrotto l’Open Day di Scienze Politiche

Oggi, Sabato 26 maggio, noi studenti di Scienze Politiche abbiamo preso parola durante la presentazione dei corsi della nostra facoltà all’ OPEN DAY in programma in via Festa del Perdono. Ci siamo conquistati questo spazio, calando uno striscione e volantinando  (...)

Venerdì 25 maggio 2007 17:46 Amnesty International presenta il Rapporto Annuale 2007 : “Le politiche della paura creano un mondo pericolosamente diviso”

"Governi potenti e gruppi armati stanno volutamente fomentando la paura allo scopo di erodere i diritti umani e creare un mondo sempre più polarizzato e pericoloso, attraverso politiche miopi che danno luogo a paura e divisione, i governi stanno compromettendo lo stato di  (...)

Venerdì 25 maggio 2007 17:24 Napoli - Aperta discarica temporanea ad Acerra. Situazione sempre piu’ complessa

Dopo la chisura della discarica di Villaricca (Na) ormai stracolma di rifiuti, ubicata nel trin agolo della morte Giuliano - Villaricca - Villa Literno , dove si e’ registrato l’aumento del 14% del tasso di mortalita’ per tumori, la situazione va  (...)

[ Torna su ]
Ricerca per argomento:
Ricerca libera:
Ricerca per redazione:

Sito realizzato da HCE web design - Gestione server e servizi di rete globalproject experimental networks

Tutti i materiali presenti sul sito sono distribuiti sotto licenza Creative Commons

» login «