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Nella trasmissione di questa mattina, da Radio Sherwood a Padova e da Radio Kairos a Bologna, abbiamo parlato di Messico, presentando la serata di lunedì 28 maggio al Caffè Esilio del Centro Sociale Occupato Rivolta di Marghera: una serata dedicata alla città di Oaxaca, ad un anno di distanza dalle lotte e dagli scioperi dei maestri e del resto della cittadinanza per allontanare il governatore dello stato Ulises Ruiz.
Abbiamo presentato la serata assieme a Simon Sedillo, del "Proyecto Autogestion" e a Riccardo, delle Peace Brigades International, che racconteranno la loro esperienza in Messico e in particolare ad Oaxaca.
Abbiamo poi concluso la parte dedicata a questo paese, ricordando l’appello alle mobilitazioni in vista dell’arrivo in Italia del presidente messicano Felipe Calderon, responsabile della violenta repressione nei confronti dei movimenti sociali: Calderon sarà nel nostro paese i primi di giugno per incontrare il premier Prodi e Papa Benedetto XVI.
Infine abbiamo ricordato la carovana dell’Associazione Ya Basta che dal 20 al 30 luglio attraverserà i territori zapatisti e il II Incontro Internazionale tra gli Zapatisti e i Popoli del Mondo.
Ci siamo poi spostate nelle terre dei Mapuche: abbiamo realizzato un’intervista a Mauro Millan, in diretta dal Predio di Santa Rosa recuperato dai Mapuche a febbraio: adesso i Mapuche stanno facendo causa a Benetton, portando avanti una denuncia nei suoi confronti, con l’accusa di usurpazione delle loro terre.
Benetton ha indebitamente esteso il suo latifondo appropriandosi delle terre appartenenti al popolo Mapuche: i Mapuche chiedono che finalmente la giustizia agisca, senza subire pressioni dai poteri forti, e che finalmente Benetton sieda al tavolo degli accusati.
Siamo infine andate in Brasile insieme ad Elisa, dell’Associazione Ya Basta di Reggio Emilia: era stata lanciata per il 23 maggio una giornata di mobilitazione in tutto il paese, contro l’offensiva del modello neoliberista.
I movimenti sociali hanno risposto: un milione e mezzo di persone in tutto il Brasile è sceso nelle strade con blocchi, occupazioni e scioperi, costruendo così una grande "Giornata di Lotta Unificata".
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