La crisi istituzionale in Ucraina di questo fine settimana era in realtà in corso da mesi e vedeva la contrapposizione tra il presidente arancione Yuschchenko filo - occidentale e il premier filo russo Yanukovich.
La situazione precipata lo scorso venerdì proiettava il paese verso la guerra civile.
Ma oggi i leader ucraini hanno fatto sapere che il pericolo è stato scongiurato: gli ucraini andaranno alle urne il prossimo 30 Settembre per il rinnovo del Parlamento.
La crisi istituzionale ucraina denota come nel corso degli anni la lotta politica sia diventata lotta per le poltrone; appare evidente infatti che, se le elezioni fossero libere e corrette, dei leader odierni non resterebbe molto, sarebbero gli stessi cittadini a mandare a casa quanti nel corso degli anni hanno approfittato delle storiche divisioni interne al paese per costruire il prorpio potere su una base elettorale.
Abbiamo commentato la situazione con Astrit Dakli, giornalista de Il Manifesto che in questa interva commenta anche il movimentato gay pride svoltosi a Mosca questo fine settimana.
Ci sono stati incidenti nel corso della manifestazione che confermano una certa continuità storica con il vecchio regime comunista che ha sempre messo al bando l’omosessualità e qualsiasi comportamento libertario.

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