RASSEGNA STAMPA

Fonte: Il Manifesto 27.05.07

Autorizzato corteo no Bush E arrivano le «carovane»

Il 2 giugno le tre carovane saranno a Roma per la controparata della Festa della Repubblica, ma si fermeranno a Roma fino alla manifestazione del 9.

Global Project Roma - Domenica 27 maggio 2007
L’itinerario fissato al termine di una riunione in questura tra gli organizzatori, il capo di gabinetto Casini e il responsabile della Digos Giannini, è da piazza della Repubblica a piazza Navona, con una riserva legata agli spostamenti del capo di stato americano.
E’ stato finalmente autorizzato il corteo «no Bush» che attraverserà il centro di Roma il prossimo 9 giugno per contestare la visita del presidente Usa. L’itinerario fissato al termine di una riunione in questura tra gli organizzatori, il capo di gabinetto Casini e il responsabile della Digos Giannini, è da piazza della Repubblica a piazza Navona, con una riserva legata agli spostamenti del capo di stato americano. Successivamente una delegazione costituita da Piero Bernocchi dei Cobas e Salvatore Cannavò della Sinistra critica Prc ha incontrato il prefetto di Roma Achille Serra che aveva espresso in un’intervista preoccupazione per il non-dialogo con gli organizzatori e per la volontà di questi ultimi di arrivare in corteo a Palazzo Chigi. «Abbiamo precisato che questo non era il nostro intento e specificato l’itinerario richiesto. Il prefetto non ha fatto difficoltà in merito e ha espresso soddisfazione per la volontà di arrivare a un’intesa sul percorso», spiega Bernocchi. Nel frattempo prosegue la marcia di avvicinamento alla capitale delle tre carovane contro la guerra partite da nord-ovest, nord-est e da sud. La carovana partita da Vicenza ieri ha fatto tappa a Forlì, dove in 300 l’hanno attesa per partire in corteo verso una caserma militare. La carovana del nord-ovest è arrivata invece a Livorno e si è poi spostata davanti alla base Usa di Camp Darby. Quella meridionale, infine, ieri era a Napoli. Il 2 giugno le tre carovane saranno a Roma per la controparata della Festa della Repubblica, ma si fermeranno a Roma fino alla manifestazione del 9. I promotori - da Attac a Rete Lilliput, Casa della Pace di Roma, No Dal Molin, Sinistra Critica, Lega Disarmo unilaterale, Comitato pace disarmo e smilitarizzazione della Campania, Cobas - propongono due proposte di legge: una per la smilitarizzazione del territorio nazionale, contro basi e le servitù militari, l’altra per dichiarare l’Italia zona libera da armi nucleari. Ma in giro per lo stivale la carovana porta anche la raccolta di firme lo scudo antimissile: «Anche Noam Chomsky ci ha scritto - racconta Tiziano Cardosi - per metterci in guardia. Secondo fonti Usa, lo scudo non è un’arma difensiva ma di primo colpo, naturalmente atomico».
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