CLAIMS!

Diario di bordo#2

by Global Mobil Station

Giovedì 31 maggio 2007
[ de ] | [ en ]

Impressioni, racconti e analisi: un viaggio attraverso la Germania in rivolta contro il G8.

Amburgo, 28.05.07/Diario di bordo#1

Berlino, 29/30 maggio 2007

Come per tutte le grandi mobilitazioni contro i vertici del potere globale un ruolo molto importante nell’organizzazione complessiva delle azioni, e specialmente della preparazione "psicofisica" degli stessi partecipanti, è rivestito dai Convergence Centres, cioé le strutture che provvedono ad accogliere gli attivisti e le attiviste che arrivano da ogni parte del mondo e che forniscono servizi semplici,di base, ma cruciali per la buona riuscita del controvertice; stiamo parlando di questioni come l’utilizzo di strumenti per la comunicazione e la possibilità di consumare un pasto caldo, del farsi una doccia ed avere le indicazioni dei luoghi dove poter andare a riposare e inoltre tutte quelle informazioni che possono risultare utili in contesti caotici come, appunto, sono le manifestazioni contro il G8 (il soccorso legale, le mappe geografiche, gli orari e i luoghi di concentramento delle manifestazioni, i "piani" d’azione, etc.). Last but not least, sono questi i luoghi dove le persone si incontrano e stringono relazioni, fanno amicizia e magari decidono di costruire una "banda" per andare insieme a fare ciò che è giusto...
In Germania oltre al Convergence Centre di Rostock, costruito in una vecchia scuola di un quartiere proletario della città, ve n’è uno ad Amburgo - il centro sociale Rote Flora - mentre a Berlino ve ne sono ben tre, tutti concentrati nel quartiere di Kreuzberg: il New Yorck 59 nel Bethanien, il Centro Sociale Kopi e il Clash. Il New Yorck 59 è posto in un edificio occupato da due anni, il Bethanien appunto, che si affaccia su Mariannenplatze, cioé il punto di partenza delle manifestazioni del 1° maggio rivoluzionario che da venti anni caratterizza la vita politica della sinistra autonoma e radicale di Berlino.
Il Bethanien è un posto eccezionale, non solo perchè gode di un enorme parco e di un’architettura superba ma per il fatto che gli occupanti sono riusciti a costruire un realtà complessa eppure molto viva nella sua informalità; al piano terra c’è un asilo multietnico autogestito mentre al primo c’è il piano dedicato alla socialità e quindi quello dove vivono in comune una trentina di persone, compresi diversi bellissimi bambini. Sempre nello stesso complesso vi é un centro sociale per i vecchi del quartiere e le stanze dove si riuniscono diverse strutture di base del territorio.
In verità, durante l’anno ci sono sempre ospiti al Bethanien; può capitare di incontrarvi compagne e compagni provenienti dai più diversi centri sociali d’Europa ma anche militanti sudamericani, statunitensi, russi e quant’altro o anche, più semplicemente, persone curiose, con la mente aperta sul mondo e la giusta dose di rabbia.
Il Kopi, invece, è un vero tempio del punk politico europeo; un posto "total underground" pieno di fascino e dove, anche quando non vi sono concerti, è bello andarsi a bere un birra in compagnia dei tuoi amici e pianificare le lotte, magari sotto lo striscione nero che pende dalla finestra centrale e che invita alla resistenza: Il Kopi è infatti sotto sgombero poiché, come l’Ungdomshuset di Copenaghen, è stato venduto a tradimento ai soliti speculatori che magari sognano (!?) di farne l’ennesimo, noiosissimo, squallido, centro commerciale. Il 12 di giugno il Kopi chiama tutti i centri sociali a esprimere solidarietà e resistenza nei loro territori, mentre il 16 è prevista una manifestazione internazionale a Berlino. Il Clash, infine, è un locale inserito all’interno di un palazzo dove sono presenti molte associazioni di sinistra, giusto sulla strada dove - sempre in questi stessi giorni e come ogni anno - si tiene un grande carnevale a cui partecipano tutte le comunità di immigrati da ogni parte del mondo con i loro carri ed esibizioni musicali.
La metropoli vista da queste latitudini acquista una luce davvero diversa; è come se uscisse fuori da se stessa e si trasformasse in tanti nuclei, comuni, collettivi, macchine che agiscono dentro e su di essa secondo il piano inclinato della sovversione dell’esistenza. Nuclei selvaggi, comuni insorgenti, collettivi senza identità, macchine di guerra partigiana, bande di strada e gangs del pensiero, costituiscono un concatenamento d’enunciazione collettivo che a sua volta esprime il suo ritornello, il quale crea i suoi territori.
Quelli che si ascoltano in questi giorno sono di diversi tipi: affettivi, desideranti, politici. O tutto questo insieme, a volte.
Ma certo quello più ripetuto è Smash G8...e i territori della resistenza sono già lì.
Squat the world and stay free!

International Brigades, Italian Section

[ Torna su ]
Ricerca per argomento:
Ricerca libera:
Ricerca geografica:

Sito realizzato da HCE web design - Gestione server e servizi di rete globalproject experimental networks

Tutti i materiali presenti sul sito sono distribuiti sotto licenza Creative Commons

» login «