Si è guadagnato l’epiteto di "sceriffo rosso" nella migliore delle tradizioni cui ha fatto da apri-pista l’attuale vice-sindaco di Treviso Gentilini, seguito poi a ruota da altri esempi illustri (come non dimneticare infatti la campagna contro i lavavetri, eletti a simbolo del degrado cittadino con cui ha aperto il suo mandato il sindaco Cofferati inaugurando così la passarella dei sindaci-sceriffi di centro-sinistra?).
Ennesima boutade per l’attuale amministrazione patavina. Questa volta nel mirino dello sceriffo Zanonato dopo immigrati e prostitute, anche rom e sinti. E Zanonato dice "Basta!". Continua la sua battaglia contro il degrado cittadino. E se prima erano i muri, come quello di via Anelli, e poi le multe, quelle per clienti e prostitute, ora il divieto. Il divieto per rom e sinti di arrivare a Padova il prossimo 13 giugno per la festa del santo. Che rappresenterebbero ennesima causa di degrado cittadino a detta dell’amministrazione Zanonato (dichiarazioni riportate oggi da tutti i quotidiani locali) che non si lascia scappare nemmeno questa occasione per mettere in pratica politiche securitarie di controllo e repressione.
Su questo il commento di Renata Paolucci, Opera Nomadi Padova allibita da queste dichirazioni:
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Divieti, divieti e divieti. Lo slogan che accompagna ormai ogni presa di posizione di questa giunta comunale. E’ stata la colonna sonora della gestione delle piazze, della battaglia contro lo spritz, ora anche della festa promossa dal Comitato di Quartiere Ansa-Borgomaggno e dagli attivisti del Centro Sociale Pedro per liberare il parco Fantasia (zona Arcella) dalle politiche di cementificazione che l’amministrazione comunale vorrebbe attuare. Sabato 2 giugno a partire dalle ore 18.00 all’interno del parco la festa con l’Orchestra Casadei.
Ascolta l’intervista a Mirco Casadei: "Sono dalla parte di chi difende questi spazi"
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