Al 46° giorno di sciopero della fame, che la Confederazione Cobas ha intrapreso per l’affermazione del diritto di tutti/e i/le lavoratori/trici e di tutte le loro Organizzazioni a svolgere attività sindacale nei luoghi di lavoro (diritto di assemblea e di libera iscrizione a qualunque sindacato) Nicola Giua - componente dell’Esecutivo Nazionale dei Cobas Scuola, al 30° giorno di digiuno - ha subito un mancamento. Visitato dal dottor Maurizi, che dal 18 aprile segue gli scioperanti, Nicola è stato trovato in uno stato di disorientamento spazio temporale che denotava l’aggravamento di condizioni generali già precarie in seguito al lungo digiuno. Il dottor Maurizi disponeva quindi l’immediato ricovero che personalmente curava presso l’ospedale San Giacomo.
Effettuati gli accertamenti del caso, veniva disposta infusione venosa di soluzioni glucosate e saline e disposta altresì la permanenza in ospedale per 24h in regime di osservazione.
Ma Nicola ha rifiutato di rimanere in ospedale e ha deciso di continuare, insieme a Nanni Alliata, il digiuno finché non si dissolverà la cappa di silenzio che - da oltre un mese e mezzo - gli organi di informazione hanno calato su questa lotta per la democrazia e per la sostanziale attuazione dell’art. 39 della Costituzione. Dunque la protesta continua fino a quando il Governo - che attraverso le parole del premier Prodi si era già impegnato in tal senso - non deciderà di avviare un costruttivo confronto con la Confederazione Cobas sul problema dei diritti sindacali.
Il commento di Giuseppe Zambon - “Cobas scuola” di Padova

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