MERCOLEDI’ 6 GIUGNO
ore 16 davanti alla Base Pluto a LONGARE(Vi)
Il sistema di gallerie naturali sotto ai nostri bei colli Berici è servito per decenni come enorme deposito di armamenti e munizioni, nucleari, gestito dal comando SETAF (Forze Tattiche "Alleate" del Sud Europa) con sede a camp Ederle, cioè in pratica dalle Forze Armate U.S.A.
Lo scopo era quello (secondo gli accordi NATO) che questi armamenti avrebbero aiutato l’Italia a difendersi da prevedibili attacchi di potenze ostili.
Cosa smentita da numerosi studi, in quanto questi armamenti nucleari di piccole dimensioni sarebbero state usate nel nostro territorio con le conseguenze che tutti possiamo immaginare.
Da notizie accertate la presenza di questi armamenti nucleari di difesa ha provocato a Vicenza, e in particolare nelle zona SudEst, una quantità di morti per leucemia e tumori al sistema linfatico - tipici effetti delle radiazioni da plutonio – cinque volte maggiore che nel resto del Veneto, e ancora di più rispetto alla media nazionale (studi riferiti al periodo 1990 – 2003).
Inoltre questi siti sono molto adatti allo stoccaggio e al riciclaggio (sotto forma di nuovi armamenti) delle scorie radioattive dell’industria atomica, di cui gli U.S.A. sono i maggiori promotori e produttori al mondo (non è vero che esiste il nucleare "pulito": le fonti ufficiali ammettono che le tecnologie necessarie non saranno pronte prima di 50-60 anni). I micidiali effetti dell’Uranio Impoverito (DU) accumulato nelle discariche o usato per corazzare proiettili, mezzi blindati ecc. sono da tempo, purtroppo, ampiamente documentati.
Se da alcuni anni il sito era "chiuso" proprio in questi ultimi mesi sono in corso grandi lavori di ristrutturazione e ampliamento a Longare (Pluto), S.Rocco, Tormeno (Fontega), oltre che alla Ederle e nel villaggio americano in città.
E’ evidente che tutto ciò è collegato ai progetti di insediamento nell’aeroporto Dal Molin delle truppe speciali d’assalto della 173a Airborne Brigade, che di difensivo non hanno proprio nulla!
E’ evidente anche che i lavori sono collegati ad un riuso del sito in funzione alla recende adesione del nostro governo allo scudo spaziale proposto dal Governo Bush che avrà installazioni in polonia Repubblica Ceka e Italia.
L’INTERA ZONA INTORNO ALLA CITTA’ DI VICENZA STA DIVENTANDO IL PIU’ IMPORTANTE CONCENTRAMENTO IN EUROPA DI TRUPPE E DI ARMAMENTI PER LA GUERRA GLOBALE… MA da questa spaventosa escalation di terrore e di morte CHI CI GUADAGNA?
Certamente il complesso industriale – militare: prima di tutto le grandi imprese armate che succhiano quantità enormi di risorse pubbliche per contendersi i profitti dati dal dominio mondiale sulle fonti energetiche, a spese dell’ambiente, del lavoro, della vita, della civiltà e della stessa sopravvivenza del genere umano. Poi ci sono vantaggi anche per altri settori collegati, dalle infrastrutture, alla logistica, alle telecomunicazioni ecc..
LA "FILIERA" DELL’ECONOMIA DI GUERRA.
A questa filiera appartengono ditte locali che ottengono appalti o commesse.
Non ci siamo dimenticati che l’ ambasciatore Spogli venuto a Vicenza ha incontrato i poteri forti della città: Gianni Zonin; Massimo Calearo, ecc..
In questi mesi presso il sito PLUTO e alla Fontega stanno lavorando le seguenti ditte:
LAND di Isola Vicentina, la COMIN Costruzioni di Loria (TV) e BASSO & BUSATTA.
Se vogliamo impedire che la base al Dal Molin venga costruito, dobbiamo fermare i lavori propedeutici alla stessa che si stanno facendo nei siti.
Venite tutti con noi a bloccare pacificamente l’ingresso della base PLUTO, il 6 giugno 2007 a partire dalle 15. 30.
giovedì 7 giugno, al teatro Astra, presentazione delle ultime notizie sul PROGETTO U.S.A. al Dal Molin.
Movimento NO Dal Molin