La doppia protesta di oggi a Roma contro il presidente americano: il movimento sfila in corteo, i partiti stanno fermi sotto il Pincio
Al. Bra.
Roma
Due manifestazioni. Distinte, in polemica tra loro. Persino diverse nei modi della protesta: una stanziale, in piazza del Popolo; l’altra, in movimento, da piazza Esedra a piazza Navona. Ma con almeno un punto in comune: dire No a Bush e alla sua politica guerrafondaia.
Oggi Roma si prepara in vario modo ad accogliere il presidente statunitense. All’interno dei palazzi, tutti si stanno prodigando per fare in modo che la sua permanenza sia la più confortevole possibile. Piani di sicurezza, 10mila uomini tra carabinieri, polizia, guardia di finanza e polizia provinciale allertati per garantire l’incolumità dell’ospite, almeno mille gli agenti della municipale a coordinare il traffico. Aerei ed elicotteri armati saranno in volo 24 ore su 24 a controllare la città dall’alto. Persino una nave sarà di stanza nelle acque antistanti la capitale.
Fuori, per strada, l’accoglienza riservata a Bush sarà diversa. Roma vuole far capire al presidente usa che, nella capitale, è un ospite sgradito. Lo farà, con modi e toni diversi. Gli stessi che hanno caratterizzato le settimane precedenti: da un lato chi, Cobas, centri sociali e movimento, unisce la protesta contro il presidente americano a quella contro Romano Prodi e il suo governo «alleato e servitore delle politiche di guerra usa». Dall’altro, i partiti della sinistra governativa, in piazza contro Bush ma ben attenti a non attaccare contemporaneamente il governo di cui fanno parte. Due visioni che, nonostante i tentativi di arrivare a una manifestazione unitaria, non sono riusciti a trovare una quadra. Ieri i collettivi studenteschi hanno appeso sulle porte della città un cartello con la faccia di Bush e la scritta «Io qui non posso entrare». L’altroieri gli attivisti di Action hanno occupato la filiale di una banca del gruppo popolare di Vicenza. Azioni dimostrative, che servivano a preparare il piatto forte di oggi.
I «No Bush-No Prodi» sfileranno oggi per le vie di Roma: la partenza è prevista per le tre da piazza Esedra, per arrivare in piazza Navona. «Il percorso resta quello. Dalla questura non ci sono arrivate altre notizie, quindi è tutto a posto», assicura Piero Bernocchi, dei Cobas. Il rischio, per il Viminale, è però che al corteo ci siano degli infiltrati. Il timore è che «gruppetti incontrollati di un centinaio di persone possano compiere azioni violente». Ad alzare ulteriormente i toni allarmistici ci ha pensato ieri l’ambasciata americana, che ha invitato i suoi connazionali a «evitare le manifestazioni per non diventare possibili bersagli».
Salvatore Cannavò, di Sinistra critica e promotore del corteo, smorza però i toni e assicura che «il corteo di oggi sarà pacifico, anche se resta da risolvere il problema dei treni e della possibilità materiale di far giungere a Roma i manifestanti». Un nodo non risolto e che diventa la vera incognita su come andrà la manifestazione di oggi.
A destare meno preoccupazione per la sicurezza è invece l’altra parte della sinistra che scenderà in piazza contro Bush: Rifondazione comunista, Verdi, Pdci, insieme a singoli militanti della Sinistra democratica, che non ha ufficialmente aderito al presidio, se ne staranno a piazza del Popolo, dove sono previsti gli interventi dei leader e concerti. Qui il problema è tutto politico, in particolare interno al Prc: oltre a Sinistra critica, che sarà al corteo, anche l’area dell’Ernesto ha annunciato la sua adesione a entrambe le manifestazioni. I Giovani comunisti, tra i fondatori del Network delle comunità in movimento, sono tra i promotori dell’altra protesta.
Il partito di Giordano, nonostante gli inviti dei dirigenti ai militanti per andare a piazza del Popolo, rischia di trovarsi spaccata in due piazze: da un lato il gruppo dirigente e i quadri del partito, legati a doppia mandata alla necessaria protesta contro Bush ma anche alla fedeltà all’esecutivo. Dall’altra, la maggioranza dei suoi elettori, che sempre più non capisce, e non condivide, l’atteggiamento del suo partito in questo anno di governo. ore 16,30 p.za del Popolo Dal palco musica e interventi di ospiti italiani e internazionali.
Prenderanno la parola tre rappresentanti dei movimenti statunitensi: Ann Wright, colonnella dell’esercito Usa, Christine Selig a nome del Forum Sociale Usa che si terrà ad Atlanta dal 27 giugno al 1 luglio, e Tom Hayden, scrittore e attivista pacifista 0re 15 piazza Esedra Il corteo promosso da Cobas, centri sociali, Sinistra critica del Prc e Pcl, si snoderà lungo via Cavour fino a piazza Venezia, per poi concludersi a piazza Navona. In mattinata, invece, è previsto un sit-in indetto dagli studenti di Zero in condotta a Campo de’ Fiori (a partire dalle 10) con musica e volantinaggi «per ribadire che la città e il centro storico sono di chi li vive»