L’agrobusiness, nella nuova declinazione dei biocombustibili, è uno dei temi intorno al quale sta dialogando il Congresso : dopo gli accordi presi di Lula con G. Bush nel marzo scorso, l’ MST si trova sempre più lontano dalle istituzioni, e in conflitto con quella sinistra di governo che aveva appoggiato nelle elezioni del 2002, quando sembrava che la Riforma Agraria sarebbe stata il passo più importante del governo Lula .
Peccato che l’ex sindacalista abbia inaugurato anche questo secondo mandato nel peggiore dei modi, cedendo alle seduzioni degli Stati uniti e dei giganti dell’ agrobusiness. Così, gli organizzatori del Congresso hanno fatto sapere alla stampa di aver rifiutato la presenza di Lula , che attraverso il proprio gabinetto aveva mostrato interesse a parteciparvi.
Anni fa, probabilmente, sarebbe salito sul palco per pronunciare uno dei discorsi più attesi : oggi Vanderlei Martini, uno dei dirigenti del MST, commenta: “Il nostro obiettivo non è visitare o essere visitati dal presidente, ma discutere seriamente il tema della Riforma Agraria. Ciò che abbiamo da dire a Lula lo scriveremo in una lettera pubblica che gli sarà consegnata a fine Congresso .”
LA OTRA CAMPAGNA BRASILIANA
Sfumate tutte le speranze allora riposte nella possibilità di vedere la fine del latifondo, vero cancro di tutto il continente americano, quest’ultimo Congresso è marcato da una novità di tutt’altro segno: l’alleanza inedita fra la lotta per la terra e i movimenti urbani che si occupano di diritto alla casa, alla salute e al lavoro nelle aree urbane.
Non a caso lo slogan è “Riforma Agraria: per la giustizia sociale e la sovranità popolare”: movimenti rurali e urbani convergono sul tema comune della giustizia sociale, pronti a lanciare una sfida congiunta al modello liberista tutt’altro che sconfitto e, nello specifico, al secondo mandato di Lula. Il primo assaggio l’hanno dato il 23 maggio scorso , la giornata di lotta del ”Non un diritto meno”: un’occasione fondamentale e fondante per scambiarsi le esperienze di lotta e, di fatto, per contribuire concretamente ognuno a quella dell’altro. Quel giorno i contadini hanno partecipato per la prima volta all’organizzazione di uno sciopero sindacale, mentre i disoccupati delle città hanno potuto contare sull’aiuto dei Sem Terra per bloccare simultaneamente 40 grandi strade di comunicazione del paese . L’avvicinamento del movimento contadino con quello urbano delinea una sorta di "otra campagna" brasiliana, simile a quella zapatista in messico.
LA MINACCIA DELLE PAPELERAS
Un altro punto all’indice del Congresso è stata la preoccupazione espressa da diversi delegati circa la minacciosa presenza di fabbriche per la produzione di cellulosa (papeleiras) lungo i fiumi e nei pressi di asentamentos del MST.
Ad esempio il fiume Mucucuri, nello stato di Bahia, ha perso gran parte del proprio bacino e della propria popolazione ittica a causa delle piantagioni di eucalipto disseminate in tutta la zona: è noto da studi geologici, infatti, che per ogni pianta di eucalipto si consumano in media venti litri d’acqua al giorno. Senza contare gli esodi forzati a cui sono stati sottoposti i contadini per far spazio a queste coltivazioni. Quando non vengono sgomberati, comunque, presto devono andarsene per la scarsità d’acqua a cui si condanna la terra, andando a infoltire le popolazioni faveladas delle metropoli. Infine, chi resiste diviene prigioniero in casa propria, accerchiato dalle guardie private delle multinazionali della cellulosa : un conflitto che sta divenendo sempre più esemplare nella lotta per la terra in Brasile.
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