Questa sera in piazza Ravegnana i movimenti si danno appuntamento per contestare la presenza di forza nuova nella città di Bologna
Ai microfoni di radio kairos il tpo racconta la mobilitazione
L’autonomia dei movimenti è uno dei nodi fondamentali nella costruzione della piazza di oggi, per l’organizzazione della proposta politica per la città e per le realtà attaccate dalla presenza a Bologna di un percorso nazista come quello di forza nuova. Cosa sarebbe successo senza la mobilitazione di queste realtà? La sinistra istituzionale si sarebbe mossa comunque?
Nonostante la sinistra istituzionale della città si sia schierata a favore della mobilitazione non è riuscita ad impattare realmente sul corteo con le dinamiche della rappresentanza. Il corteo, quindi, si farà, mentre i movimenti chiedono il blocco totale dell’iniziativa e dell’agibilità politica di soggetti del genere.
Soggetti che si fanno forti del dilagare di nuove logiche securitarie troppo spesso costruite tramite modelli di governance locale a sinistra. Ieri Cofferati ha siglato il patto per la sicurezza anche per Bologna: 750 uomini e più telecamere. Controllo e disciplina esasperata contro chi per scelta o per necessità non è omologato. Le forze di estrema destra cavalcano quest’onda, ben sapendo di essere molto attuali come tipo di idee non più confinate in una storia passata della quale possono coltivare solo nostalgia, consapevoli della reltà italiana, dove aumentano, anche nella regione Emilia-Romagna, le ronde "padane", iniziate due sere fa anche nella città di Modena.
Per questo è importante essere determinati nel contrastare questo tipo di soggetti.
Di tutto questo parla Gianmarco De Pieri del Tpo ai microfoni di radio Kairos.
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