COMUNICATI

Christopher street Day, una ventata di libertà.

Autodeterminazione e libertà contro ogni intolleranza

Milano - Sabato 23 giugno 2007

Christopher street Day a Milano, una ventata di libertà.

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-  Il nostro sindaco ama le cancellate, le delocalizzazioni dei migranti, gli sgomberi, l’allarme sicurezza.

-  la nostra regione è complice, anzi diretta promotrice di politiche contro le donne, come l’imposizione del funerale del feto e complice di una situazione in cui la pillola del giorno dopo è quasi introvabile negli ospedali, più dell’80 per cento dei medici è obiettore.

-  il governo si prostra di fronte alle richieste integraliste di un papa fondamentalista e pericoloso che sembra più adatto all’epoca di Torquemada che alla nostra, nega i diritti alle coppie di fatto.

Nessuno di costoro sembra preoccupato però dal crescere dell’intolleranza razzista che si nutre proprio dell’ignoranza e della paura del diverso che queste politiche fomentano. Una xenofobia che colpisce direttamente soggetti sociali differenti, riconducibile ad un pensiero unico che cerca di disgnare una "guerra di civiltà" e alla sua strategia terrorizzante che vedrebbe contrapposti eterosessuali e cittadini lgbt, cattolici ed atei, migranti e italiani.

Per questo i segnali preoccupanti che vengono dalla nostra città non possono essere considerati in maniera separata dalle politiche concrete e da chi ne ha la responsabilita, le aggressioni ai gay, ai migranti, alle librerie e ai circoli culturali, le scritte omofobe o anti-cinesi, sono risultato e giustificazione dell’attaco ai diritti sociali, dell’arretramento sul terreno delle libertà e dell’eguaglianza dei cittadini.

Anzi, c’è senza ombra di dubbio una contiguità culturale, fatta di silenzi e allarmismi, tra la politica che nega e impedise l’informazione e la cultura, ferma la promozione dei diritti sociali e il Family day che richiama in piazza intorno al rifiuto della differenza alla paura del riscatto e dell’emancipazione sociale dei soggetti utilizzati abitualmente per la pubblica gogna e non si può pensare che non siano proprio questi fatti a nutrire l’intolleranza.

Saremo in piazza Sabato a Milano per dire tutto questo, come facciamo ogni giorno nella città, nelle università, nelle scuole, ma anche perchè siamo convinti che vada riconosciuto al movimento lgbt un ruolo molto importante, perchè la ricchezza e la creatività, i contenuti radicali che parlano della libertà e dell’autodeterminazione del proprio coprpo innanzitutto, sono una espressione di libertà che mette a nudo il Re, che si scontra in modo irrimediabile, a partire da ciò che di più prezioso esiste nella nostra vita, con il controllo sociale, con il fondamentalismo liberticida della guerra di civiltà.

Per una città molteplice, delle differenze, dei colori arcobaleno, e del meticciato diffuso, per una città libera e creativa, della socialità diffusa e dell’autonomo sviluppo di culture ed espresiioni, dove la convivenza e la contaminazione reciproca siano più forti delle passioni tristi del cilicio e delle politiche fondamentaliste.

Cantiere - Milano

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