Circa 1200 persone hanno occupato il giorno 26 Giugno 2007 l’area nei pressi della città di Cabrobò (Pernambuco) dove l’esercito ha iniziato il progetto del governo per lo Spostamento delle Acque del Rio São Francisco, nella zona del nordest del Brasile.
L’azione - organizzata da diversi movimenti sociali (MST, MPA, MAB,..) sindacati, comunità locali e indigene, ONG,.. - si è trasformata in breve in una enorme occupazione permanente che cerca di bloccare la realizzazione del Progetto di Spostamento di uno dei fiumi principali del sertão nordestino e di aiutare il popolo indigeno Trukà a riprendersi il suo territorio.
Durante i primi giorni di occupazione la situazione è rimasta tranquilla e i manifestanti non hanno ricevuto minacce né tentativi di sgombero. Ma da ieri, 3 luglio, i 700 manifestanti che ancora resistono per impedire l’inizio dei lavori, si trovano dalla Polizia Militare che impedisce l’accesso all’area ai nuovi manifestanti che sopraggiungono dalle regioni confinanti.
IL PROGETTO DI SPOSTAMENTO DEL RIO SAO FRANCISCO
Dopo anni di discussioni, manifestazioni, scioperi della fame, proteste e presentazioni di progetti alternativi a quello dello Spostamento, il 23 Marzo scorso l’IBAMA (Instituto Nacional do Meio Ambiente e dos Recursos Naturais Renováveis) ha emesso la licenza per l’inizio dei lavori che prevedono la costruzione di due canali principali e delle loro ulteriori ramificazioni, per un totale di 720 KM di canali artificiali che andrebbero a irrigare le zone del sertão nordestino, la regione più secca del Brasile.
Miglioramento dell’agricoltura e della produzione, rifornimento d’acqua per le comunità del Nordest Settentrionale, abbandono da parte delle popolazioni della Valle del Rio São Francisco, incentivo allo sviluppo del nordest brasiliano. Queste le giustificazioni al Progetto da parte del Governo Federale e delle Istituzioni coinvolte nella realizzazione di un’opera che costerà più di 6 miliardi di reais (2-3 miliardi di euro).
“Noi riteniamo che questo Progetto ha un obiettivo chiaro: rafforzare unicamente l’agrobusiness e gli impresari perché andrà a rifornire di acqua le zone destinate alle monocoltivazione dei prodotti per l’esportazione – commentano i movimenti sociali brasiliani in protesta – Inoltre non sono stati considerati i possibili risvolti a livello di impatto ambientale e sociale per le popolazioni che vivono nell’area.”
Il Presidente Lula, prima della sua rielezione, aveva promesso a tutto il popolo brasiliano di riprendere il dialogo con i movimenti sociali, sospendendo temporaneamente i lavori. Le elezioni sono passate, Lula è stato rieletto ed è calato il silenzio. Il dialogo è stato rifiutato; l’ordine dato è che l’opera continui.
Il documento finale prodotto dai movimenti che si erano riuniti a Brasilia nel marzo scorso per riaprire il dialogo con il Governo si conclude con la presa di coscienza della triste realtà:
“E’ caduta la maschera del Governo Lula. Per molti di noi, che abbiamo costruito il Pt e eletto Lula, è stata l’ultima goccia. Noi non ci riconosciamo più in questo governo che credevamo nostro. Perché rifiutare il dialogo? Perché fuggire dalla verità? “
Il Progetto di Spostamento non è rivolto a migliorare le condizioni dei poveri, ma per favorire, ancora una volta, le grandi elite finanziarie.
CONVIVERE CON IL SEMI-ARIDO É LA SOLUZIONE! SÃO FRANCISCO VIVO – TERRA E ACQUA, FIUME E POPOLO!
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