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Lunedì 9 luglio 2007 14:19 Oaxaca sigue resistiendo!

L’Associazione Ya Basta incontra il movimento di Oaxaca

Resistenza indigena e prigionieri politici.

Sotto la calma apparente del centro storico oggi di nuovo pieno di turisti il movimento di Oaxaca è attraversato da molte correnti ed iniziative.
Il conto doloroso dei prigionieri, delle denunce, delle torture subite e dell’impunità della polizia non è la coda di un movimento “in calo” bensì il segno di un presente in cui il conflitto è ancora attivo.

Dolores Villalobos, storica attivista del CIPO-RFM, mi riceve nella casa collettiva che anche la sede della più nota organizzazione magonista di Oaxaca nel quartiere di Santa Lucia del Camino, dove l’ottobre scorso è stato assassinato Brad Will, video-reporter di Indymedia.
I mezzi di comunicazione la accusano di essere la responsabile dei violenti scontri tra gli abitanti di San Isidro Aloapan e un gruppo di tagliaboschi illegali, che lo scorso 18 giugno è finito con due morti tra gli aggressori e sei contadini indigeni zapotechi, cinque uomini e una donna, che sono adesso in carcere accusati di omicidio.
Oggi la comunità continua a resistere ed a presidiare il bosco mentre continua l’assedio da parte dei taglialegna e di uomini armati del PRI che impediscono l’entrata e l’uscita dalla comunità. Sul posto ci sono anche diversi attivisti del CIPO-RFM e di VOCAL ed altri che volontariamente stanno sostenendo la comunità assediata.
La tensione è forte e il governo non fa nulla per diminuirla.

Dolores non può uscire di casa senza essere accompagnata, i mezzi di comunicazione e fonti non ufficiali la accusano di essere la responsabile degli scontri e dei due morti.

Nello stato più povero della repubblica i conflitti agrari e per le risorse naturali sono una forma di controllo il profondo scontento dei contadini.
A San Isidro, il PRI e l’esercito sostengono l’aggressione dei taglialegna che devono rifornire la multinazionale di carta Kimberly Clark, ci spiega Dolores.
I contadini arrestati sono parte del CIPO-RFM, membri di un consiglio comunitario che funziona come organo di autogoverno autonomo dallo Stato, un misto di tradizione zapoteca e di magonismo, il pensiero politico libertario che ha forti radici popolari in questa regione del Messico, terra di origine del suo principale ispiratore, Ricardo Flores Magòn.

Il CIPO-RFM è anche parte dell’Altra Campagna Zapatista nonché membro fondatore del Congresso Nazionale Indigeno.

Dolores spiega come una delegazione parteciperà all’incontro internazionale a fine luglio e quale è l’importanza e la novità politica dell’incontro internazionale dei popoli indigeni che è previsto per Ottobre.

-  [ audio 01 ]

Le barricate sono ancora in piedi.

David Venegas “El Alebrije” è un giovane di 25 anni, studente di agraria, delegato della APPO ed uno degli animatori dell’iniziativa di VOCAL, un collettivo variegato che raccoglie esperienze di autogestione, ragazzi e ragazze che sono diventati una comunità con la convivenza sulle barricate e negli scontri con la polizia.
VOCAL nasce dopo la grande assemblea della APPO, nella quale una parte importante del movimento ha rifiutato di partecipare alle elezioni della camera dei deputati e dei presidenti municipali dello stato di Oaxaca, previste per il 5 agosto.
Il collettivo accoglie tendenze politiche diverse ma tutte improntate su uno stile di lavoro orizzontale, con una forte enfasi sull’autonomia personale e politica e sulla priorità dell’azione diretta come strumento di lotta.
Da due mesi è iniziata anche la pubblicazione di una rivista, La Barrikada, che raccoglie interventi di analisi politica, culture alternative, arte.

David è in carcere dal 13 aprile del 2007.
Inizialmente venne incastrato con un pacchetto di cocaina messo nel suo zainetto dai poliziotti ed accusato di spaccio, poi di fronte all’inconsistenza di questa accusa falsa, sono emerse le vere ragioni dell’arresto: accuse di incendio, associazione a delinquere, sedizione.

David nonostante l’assenza di prove e nonostante i suoi ricorsi siano stati accettati dal tribunale, resta in carcere, ostaggio dello Stato di Oaxaca che vorrebbe costringere le componenti più radicali a negoziare. A Oaxaca è un reato essere giovani. Tanti infatti, da molte bande di strada e gruppi punk si sono uniti durante le settimane delle barricate ed oggi cercano di continuare a portare avanti una vita in comune e un progetto politico.
Sono stati una delle forze principali del movimento urbano a Oaxaca ed oggi sono diventati scomodi tanto per quella parte della APPO che cerca un negoziato ed un accesso alle istituzioni, tanto per il governo che teme la inevitabile ripresa del conflitto.
Il 15 e il 16 di Luglio è infatti prevista la celebrazione della Guelaguetza popolare, tradizionale festa indigena che esalta la reciprocità e lo scambio.
Quest’anno la festa alternativa è una risposta a quella commerciale sponsorizzata dal governo e dagli impresari che si svolgerà il 23.
La APPO ha minacciato di bloccarla per protesta come l’anno passato, il governatore ha tappezzato di manifesti la città e paga sondaggi sui giornali che assicurano che il 95% degli abitanti vuole la festa e il ritorno del grande turismo internazionale.

Durante il giorno lo Zocalo è pieno di gente, di venditori ambulanti che espongono cartelli in favore della APPO e di tendoni dove diversi gruppi politici organizzano dibattiti ed eventi. Durante la notte si smonta tutto e nelle strade e nelle piazze lentamente riprende la guerra delle scritte, frasi contro il governatore e in favore della APPO hanno ripreso ad apparire sui muri, poi di giorno delle goffe toppe bianche ricoprono le facciate degli alberghi e dei caffè del centro. La calma è solo apparente. Sicuramente la prossima settimana sarà cruciale per una ripresa del movimento nella città di Oaxaca e per il futuro dei tanti prigionieri politici che aspettano la libertà.

La sorella di David, Natalia, membro di VOCAL, organizza la campagna per la sua liberazione e per la liberazione di tutti i prigionieri del movimento.

Pilar, avvocato di NODHO, difende David e coordina la campagna per la sua liberazione, ci spiega la situazione politica e legale del caso di David e sostiene l’importanza delle mobilitazioni internazionali contro la repressione in Messico.

-  audio [ 2 ] [ 3 ]

Link utili:

-  CIPO-RFM
-  VOCAL
-  NODHO
-  streaming di Radio Disturbio Oaxaca

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